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CORRIERE DELLE PUGLIE le corbsllerie socialistico umanitarie raccontategli dal primo 0' Donovan Rossa in trattori». Ci è poi atta discreta pleiade di indi Senoti, di studenti filosofi e bonaccioni che se ne infischiano altamente della politica, della letteratura e del resto, e tira via allegramente per la sna strada, contento della . •• a pipa e delle immancabile e mensile lette, a rbceomandatai questi studenti ve lo garantisco passano sempre agli esami. Ma la grande maggioranza state certi che non f* gli studii se non perché vnole evitare la bocciatura, non fa della filosofia sociale se non per ridere, non fa della letteratura se non per la padrona di casa quando F b» simpatica , non f» dei progetti ohe non sia di partenza pel proprio paese o per una villeggiatura. L* unica eosa che questa grande maggiora lisa faccia in guisa seria, ardente e quotidiana, è l'amore. E ne ha nn sacco di ragioni ! Tutte le filosofie del mondo non valgono nn bacio della sartina. Una lezione di anatonomia si fa meglio in nn boudoir che nel gabinetto anatomico. La letteratura vera non è quella delle monografie e della glottologia, ma quella delle lettere d'amore. LB botanica si impara meglio coltivando aria religione che una patata. Agli esami, presto o tardi, si passa lo stesso. Ma in ogni modo è meglio perdere una laurea, «nei che una donna: la laurea potete pigliarla più tardi; ma la donna ve la piglia nn altro e buona notte. Passate agli esami, non lo nego; ma passate anche per imbecille. " »•• Amate, dunque, amate, piccoli e grandi min colleghi. Ss i voti raccolti sulla vostra tesi di laurea non sono pieni, che f», quando la vostra bella ha il onore pieno di voi ? Abbiatevi nn diploma d'onore di meno, non un* donna di meno. Questa sarebbe l'irrapajabila passività della vostra vita e non ve la «apreste mai perdonare. Poiché, voi lo sapete, quando si perde nsa donna o non la si trova più, o si trova una... donna perduta.,, e questa serva anche per la solita massima finale. ••»•••»•»•••••••»••••••••••• ECHI CALABRESI (NOSTRA CORHISPONDINZA) Reggio Calabria 29 giugno. (Gavroche) Giorni or sono comparve sul giornale la Gazzetta di Reggio nn articolo, che diceva come 1' Amministratone Comunale avesse fatto verifioare il misuratore del gei, e l'avesse trovato senni bollo e nemmeno bolkbtle. Il ministro di agricoltura e commercio informato del fatto, mandò subito mi Ispettore per osservare meglio la cose. Continua l'articolo dicendo come siasi presentato alla Giunta — insieme col Base — il quale rappresentava l'Impresa del gas — l'avv. A. Chimirri, fratello del ministro, per venire ad un accordo fra il municipio e l'Impresa del gag; ma non accordatisi, fn portata iananei la contravvenzione, ed il Prefetto inflisse la minima multa di lire 25. E l'articolo finisce dicendo come il misuratore sia illegale e ohe una mistificatone siasi f*tta subire al ministero promettendo di tornare sull'argomento in nn altro numero. Per tale articolo seguì subito una sfida 1 L'avv. A, Chimirri offeso, manda due padrini: V avv. D. Trepepi e 1' avv. G. Valentino, a Demarco «utore dell'articolo. Questi accetta la sfida e sceglie per suoi, Cimato e Si mone Da Lieto per stabilirne le condizioni. Ma per alcune divergente sorte, non ebbe luogo il duello. *** Ieri sera tutta Reggio e la classe studentesca specialmente si f»cero trovare alla Villa V. Emmar.nele per sentire l'Inno degli studenti. Esso fn suonato dalla banda cittadina e cantato dagli alunni dell'Orfanotrofio in mexzo ad entusiastici e fragorosi applausi. Qnest' Inno, per dirla col GHusti, « tanti petti ha scossi e inebriati », che si chiese fin da' più freddi d'essere ripetuto per ben quattro volte ! In mazzo a tanto entusiasmo nn operaio grWo « a basso gli studenti » ed uno di questi, il più vicino, gli rispose con nna solenne bastonata. Qni ci fu un' arruffio generale, ed alcuni studenti vennero arrestati. Ma la solidarietà studentesca diede nn esempio veramente degno di essere lodato ed ammirato. Perciocché tutti gli studenti corsero dietro gridando che si liberassero i loro compagni dalle mani della Polizia, cheli aveva già condotti in questura; e cosi furono tosto liberati; e, tornati di nuovo in piazza V. JEmmanoele, vollero V Inno, come in trionfo ! •»••••»»•••»••••»»•»•»•••»•• Dal Campo d'Istruzione (NOSTRA. OOEMSPONDINZA) S. Giorgio sotto Tarante 29. Dalle S ani. alia 12 — Feste di sottufficiali. H m«B» lo truppe sono partite dal Campo ' 12. io la «f«rza cocente d i ! Ohe ve ne pare? È u3 sembra veramente adatta la scelta dell'orario, né tampoco ritengo prunte sfidare la canicola sotto il peso dello zaino, sovra strade polverose e per nulla brevi. Stamane al ritorno delle troppe era nna meraviglia generale vederle rientrare a quell'ora sotto quel bsn di Dio che veniva dall'alto. Per debito di eronisÉffwnto intanto l'obbligo di registrare alcuni oasi d'insolazione, parecchi dei quali han dovuto formarsi a Oarosino e alquanta in grave stato. fortunatamente spirava nn po' di vento, in caso opposto non credo cbe le conseguenze si sarebbero limitate a 4, 5 casi d'insolazione. I commenti a chi spettano. *** Eccovi intanto, in breve, il tema della manovra di stamane. Un battaglione con una batteria ed nn plotone di cavalleria era incaricato di proteggere i lavori di riparazione della stagione di Grottaglie. Gli avamposti, distesi, coprivano il terreno fra la masseria Scasserba e la Madonna del Prato. La manovra poi avveniva snl monte Foggia. m • * Ieri i sottufficiali del 79. Fanteria invitarono tntti i sottufficiali della marina residente in Taranto, a recarsi in San Giorgio. Ebbe luogo un divertito pranzo fra di loro, ed il Colonnello mandò ai bravi sottufficiali delle bottiglie pronunziando belle parole. Ci furono brindisi da ambo le parti. La fanteria brindò augurando liete sorti alla nostra marina, e viceversa. Verso ora tarda i sottufficiali di marina ripartirono per Taranto accompagnati dal suono di mandolini e chitarre. Fa, in breve, una festa riuscitissima, e fo plauso a coloro che ebbero tale gentile pensiero. •% Sempre più accorsata si va facendo la mensa al Ristorante dei signori Sciarpa e Pianghlini, dove il servizio è decentissimo e tale da accontentar tutti. Auguro sempre buoni affari, tanto più ohe i suddetti non hanno badato a spese per tenere soddisfatto il pubblico. * • * Ieri enorme concorso di forestieri da Taranto e da Grottaglie. In San Giorgio non si potea dare n n sol passo, era tale la folla ! San Giorgio sotto Taranto 30. Non voglio fare il critico di cose d'armi, né tampoco questo è il mio compito. Ma tradirei i doveri di corrispondente se nei miei scritti non registrassi le conseguente di queste marcie e manovre fatte nelle ore più calde del giamo, sovra strade bianche e polverose che tolgono il respiro. Lo spettacolo di stamane non è dei più edificanti. Le truppe nscite alle 5, sono rientrate alili Ij2; ma in quale stato! I carri d'ambulanza arrivano anoora carichi di poveri soldati, affetti da insolazione; né tampoco io posso darvi il numero preciso degli insolati, perché mi riesce impossibile. Molti soldati sono rimasti sulla strada provinciale che da San Giorgio mena a Taranto, ed i carri vanno e vengono per trasportarli all'infermeria. Ho volato recarmi sopra lnogo per constatare personalmente i fatti; e, dico con chiare parole, lo spettàcolo era commoventissimo. Molti carri di borghesi si sono prestati al trasporto degli ammalati; altri carri si sono fatti espressamente attacare per agevolare il lavoro di trasporto. riepilogando, questo spettacolo non dovrebbo ripetersi. Ma domando, per semplice curiosità: È necessario che le truppe si facciano sortire dagli accampamenti ad ora tarda ? Perché non si esce alle 3 per ritirarsi alle 8 ? • A semplice titolo di cronaca, vi dico che il termometro sotto le tende dei soldati segna 42, Si darebbero dei pnnti all'Africa. dp. ••••••••••••••••••»••••••••• Dalla Provincia di Foggia Ferimento Cerignola, 29 giugno. Nel pomeriggio di ieri, il beccaio Luigi Bon&vita qal.domiciliato, cavalcando un cavallo, poco mancò non investisse il bracciante Giuseppe Collaro d'ignoti, che lo apostrofò con parole insolenti. Il Collaro, estratto di tasca un pugnale, ferì il Bonavita ai fitnchi. II feritore veniva poco dopo arrestato dalle guardie municipali Formiglia, Pece eChiomenti, coadiuvati dal soldato Chieti, del 12 artiglieria qnì venato in piccola licenze. Le ferite sono etste giudicate guaribili oltre il 10 giorno. E' un conforto quando si presenta 1' opportunità di poter spendere una parola di lode senza il possibile rischio di essere annoverato fra la fitta schiera dei turiferari edtteata alla scuola del mutuo incensamento. Qiesto dott. Veterinario signor Michele Spezzati, conosciutiasimo perché autore di un trattato pregevolissimo di Igiene Zootecnica, da quattro anni condottato in questa città, disimpegni* il suo officio con non co mane attività e diligenza. Prima della sua veimU né ordine e né nettezza vi regnava nello scannatoio, uè si sapeva con certezza quale carne ci venisse venduto dai beccai. La staziona di monta tennta in una quasi totale noncuranza, é ora la 2. che ha tre stalloni uno dei quali un bellissimo orientale. Egli gode molta stima presso il Ministero di Agricoltura tanto che pochi giorni or sono si ebbauna gratificazione di L. 100, accompagnata da una lettera lusinghiera abbastanza. ùccio. ••••••»•••»•••••»•••»••••••• Dalla Provincia di Lecce Massafra 30 giugno. Fedele Tramonte non è più ! Egli fu uomo laborioso ed onesto, e godè la stima e l'affetto di quanti lo conobbero. Affranto da ripetuti essalti d'apoplessia, ha esalato l'ultimo respiro alle 2, pom. dell'altro ieri, nell'età di 75 anni. La salma venne trasportata ieri al Cimitero, ed oggi hanno avuto luogo i funerali che saranno ripetuti nel 7. e nel 80. giorno del decesso. L'intera oittadinanzn, senza distinzione di classi e di parti, ha fatto una imponentisaima dimostrazione di affetto, con un continuo e ripetuto affollarsi nella casa Tramonte, e con un serio e numeroso corteo al feretro. Si è notato chs non erano manifestazioni di semplice etichetta, ma sincere e sentite espansioni di affetto e di dolore; giacché in Massafra vi é il lodevole costume di associarsi alle sventure degli amici, faoendo tacere le passioni di politica o di amministrazione, coma si verificò di recente in altro lutto della stessa famiglia Tramonte, ed in quello della famiglia Scarano, Possa il compianto dell'intera cittadìnanaa lenire, almeno in parte, lo strazio d'animo della famiglia Tramonte ! ••••••••••»•••••»»•••••••••• Dalla nostra Provincia (Lettera, oartolin* • tal(fframmi) L* INFAME LEQQE Andria 30 giugno. Non mancai a suo tempo d'informare i lettori del Corriere con un lungo telegramma della notizia, importante degli arresti fatti per la infame legge. Non sarà discaro qnindi sapere qualohe particolare su quvsta tenebrosa associazione. L'associazione esisteva da circa tre anni e la sna esistenza veniva segnalata da molte rapine — di cui 17 scoperte ad opera di affiliati — atti di prepotenze, camorre, ferimenti, omicidi, furti qualificati, et similia. Capo supremo a riconosciuto della setta è un tale Vincenzo D'Ambrosio, che già ebbe ad espiare 20 anni di lavori forzati ; sottocapi e contr.inoli sono Francesco Saccotelli, Vincenzo Losito, Francesco Gazzillo, Francesco D' Azzeo e Beniamino Galentino di Aodrea. Per esser» ammesso a far parte dell'associazione bisognava innanzi tutto pagare tre lire, ed allora si riuniva una commissione di capi, che, dopo scrutinato il nome del candidato, lo sottoponeva al giuramento, un misto di buffo e di terribile. Dopo di che il capo con un pugnale si scalfiva la pelle dal lato sinistro del petto, facendone succhiare il sangue al nuovo affiliato come simbolo di legame e di fedeltà, . Per consumare un reato si sceglieva un certo numero di associati, i quali si battevano prima fra di loro con il oosidetto taglino, nna specie di coltello di legno, con la punta intrisa di nerofumo, e ohi rimaneva colpito di nero era predistinato a compiere il reato. Mentre prima degli arresti la città era come sotto l'incubo del terrore per tanti furti, per tanti ferimenti, oggi non si sente neppure il più lieve reato. Molti documenti vennero sequestrati nelle case dei vari capi, tra cui la condanna a morte di un socio infedele, ed in casa del sottocapo Francesco Gazzilli un elenco di 41 affiliati alla setta dell'infame legge così intestate: Sezione diretta Fratelli, fedeltà o morte Ricordate la punta del pugnale e poi sieguono i nomi dei 41 soci, e eotto la scritta Fumato Fratello Superiore Ho potuto avere, dopo attive ricerche, il completo elenco degli affiliati arrestati, e mi affretto a mandarvelo. 1. Agresti Antonio di Vincenzo 2. Agresti Giuseppe di Vincenzo 8. Abbasciano Botisele d'ignoti 4. Asseltu Antonio fu FranCBseo 5. Aocavone Domenico di Agostino 6. Accavone Saverio di Agostino 7. Alioino Kiooardo di Pasquale 8. Aszarito Gaetano 9. Carbutti Nunzio di Domenico 10. Conte Salvatore di Giuseppe 11. De Nigris Vito di Vincenzo 12. D'Avanzo Francesco fu Antonio. 13. D'Azzeo Francesco di Biccardo 14. Di Corato Biccardo di Lazzaro 15. D'Ambrosio Vincenzo fu Nicola 16. Di Gidia Bincardo di Saverio 17. Di Pietro Mazareno di Pietro 18. Di Gioia Francesco fu Saverio 19. D'Ambrosio Giuseppe fa Nicola 20. De Carlo o Da Arno Antonio d'ignoti 21. Fortunato Leonardo di Giovanni 22. Falcone Saverio fu Agostino 23. Galentino Biccardo ài Andrea 24. Gazeillo Francesco di Bicoardo 25. (intentino Andrea fu Beniamino 26. Galentino Beniamino di Andrea 27. Galanti no Nicola fu Beniamino 28. Guglielmo Emmaauele 29. Ioghìngolo Biccardo 30. Liso Michele di Giuseppe 31. Lionetti Michele di Savino 82. Leone Giovanni di Francesco 83. Lopetuso Giuseppe 34. Memeo Vincenzo di Francesco 35. Mucci Antonio fu Vincanzo 86. Marano, Antonio di Paolo 87. Mart.radonoa Vincenzi di Vito 38. Marano Piwt.ro 39. Meri fio Ri.cardo 40. Porsiu Giovanni di M^riano 41. Pinto Michele di Nicola 42. Prasti Giacomo fo Francesco 43. Pirra Vincenzo fu Antonio 44. Strippoli Antonio di Vincenzo 45. Sipone Leonardo fa Domenico 46. Strippoli Antonio fu FraccesCD 47. Strippoli Domenico fa Francesco 48. Suriano Michele di Vincenzo 49. Simone Djtnenico di Paolo 50. Saccotelli Francesco fa Leonardo 51. Sariano Michele di Vincenzo 52. Sardano Salvatore 53. Saatovito Francesoo 54. Tortora Francesco di Biccardo 55. Terlizzi Giovanni di Giuseppe 56. Troia Sabino di Andrea 57. Tortora Giuseppe di Biccardo 58. Tari Michele 59. Uria Francesco fa Ferdinando 60. Visaggio Biccardo fu Tobia Chiudo ora qnetta mia lettera con due altre cose. E' streno leggere su per giornali, che vanno par la maggiore ohe gli arresti sin da vari giorni addietro salivano alla cifra di oltre cento ; gli altri 40 i corrispondenti solarti li avranno trovati nella penna fantasiosa. E poi debbo esternare la gratitudine della cittadinanza andriese al maresciallo dei carabinieri, sig. Mirgiotta, cui de>v>si il merito principale e la parte più importante nella scoperta e negli arresti. •••••••••»•••••••••••••••••• Cronaca Barese Giovedì 2 Luglio 1891 Visltazione di Maria Vergine Luna nuova il giorno 6 Luglio leva 4,30 tramonta 7,80 mezzogiorno 16 mezzanotte 4 BOLLETT, METEOROLOG. QUOTIDIANO DELL'088ERVAT0R10 DI BARI Altana mi mar«—Latit. Nord—Longlt. da Oxfr metr. 28,2 | 41° 8» 10', | 16', 52' 47" Media della presa, borometr. Alili. 759,92 » > temperatura gradi G. 25,1 » > tens. del vap. aoq. Mill.15 31 » » umidità relativa "L 59,70 Temperatura massima gradi 0. 29 2 * minima » » 20,6 Vento direzione dominante N » velocità in chilom. all'ora 3 Acqua evaporata Mill. 5,93 » oadnta » 0 Nebulosità in decimi di oielo coperto 0 Stato del mare calmo Altezza totale dell'acqua caduta dal 1. Dicembre 1890 Mill, 425,4 Osservazioni. Bari 12 Loglio 1891. L'Osimva'ure II Direttore Prof, Marcaci i O. Poroelli II prefetto Caraooiolo di Sarno, secondo un nostro telegramma da Roma, fu ieri ricevuto in udienza dal ministro Nicotera. Fra 3 o 4 giorni egli sarà a Bari. Per i oomani e le provinole. Una oiroolare del ministero dell'interno. — Dal ministero dell'interno si sono diramate ai Prefetti del regno apposite istruzioni con invito ad inculcare alle rappresentanze delle provinoie e dei comuni, perché nell'esame dei loro bilanci procurino di diminuire le spese obbligatorie al puro necessario, e di eliminare od almeno restringere quelle facoltative nei soli limiti del bisogno imprescindibile, e specialmente quando derivino da impegni contrattuali precedentemente assunti. Si esortano pure le dette rappresentanze ad imporre quelle tasse, che sono ritenute obbligatorie dalla legge allorché si propone l'eccedenza della sovrimposta, e ciò anche per non gravare in misura esagerata il ceto di proprietarii di stabili, disgravando gli altri, avendo tutti i cittadini eguale obbligo di concorrere alle spese necessario a mantenere lo Stato, le Provincie ed i Comuni. Di quanta utilità siano tali esortazioni, e quanto conformi ai principii di giustizia distributiva, è ben facile intendere e vogliamo sperare che inspirandosi a siffatti criterii le rappresentanze stesse e le autorità tutorie vorranno farne l'applicazione in modo conforme ai bene intesi interessi dei detti enti ed ai savii e prudenti intendimenti del Governo. A tale proposito richiamiamo vivamente l'attenzione dei consigli oomunali, e massime di quello di Bari, ad attenersi a tale normi perché si raggiunga lo scopo, a cui amministratori ed amministrati debbono mirare cicè di contenere la misura della sovrimposta entro i limiti legali, o, quando ciò non sia possibile, di farlo in guisa da corrispondere rigorosamente ai dettami della legge con l'equa distribuzione delle imposte civiche a carico di ogni ceto di cittadini. Intendenza di Finanza. — Con disposizione ministeriale del 16 scorso Briganti dott. Emìdio, già aiuto agente delle Imposte dirette a Lucera e nominato con regio decreto del 14 corrente vice segretario amministrativo di 3. classi nelle Intendenze, è stato destinato a prestar servizio presso questa Intendenza con l'obbligo di presentarsi il 1B corrente. Insulsaggini.— Chiamiamole cosi non volendo scrivere il vero nome che si merita un agire tanto scorretto. Ieri sera verso le B Ij2 un ragazzo a nome Antonio Sforza di Domenico di anni 16, muratore e lavorante presso l'impresa Storelli al nuovo edifizio della Dogana, è caduto producendosi gravi lesioni al naso e alla bocca. Il generale Testa, che si trovava presente, ha ordinato a due carabinieri che avessero condotto, come fu fatto, il ferito all'Ospedale Consortile. Il nostro reporter, saputo il fatto, ó corso all'ospedale, comunicando per via l'accaduto a due agenti di città, e tutti tre hanno prese le generalità del ferito. Mentre il nostro reporter usciva dall'ospedale, ha trovato la guardia Felice di P. S. di mare, cui il guardaporta — non sappiamo con qual diritto e con quanta serietà — inibiva l'accesso. Il nostro reporter insieme alle precedenti due guardie di città, saputo il fatto, ha date le generalità alla guardia Felice. In questo mentre altra guardia di P. S. di mare aveva libero accesso. Tralasciamo l'impressione penosa prodotta da questa parzialità, alle quali pare che il portiere Marotta si abbandona da qualche tempo. Recatosi il nostro reporter alla caserma delle guardie di mare, pregò il vicebrigadiere Gatti, che era intento a mangiare, a volersi occupare di assodare la ragione prima della caduta, poiché il ferito non aveva saputo dare ragguagli precisi. A questo il Gatti rispondeva in maio modo, drcendo financo: ti arresto... ma se ti trovo di sera faremo i conti. Di fronte a questo brutale atteggiamento, il nostro reporter si è ritirato. Che cosa si farà per questo fatto così oltraggioso per la stampa nell'esercizio della sua missione ? Che si debba subire impunemente gli oltraggi di chi dovrebbe invece tutelare i cittadini? E sul conto del Gatti oi sarebbe molto, ma molto da dire. Aspettiamo ohe i suoi superiori prendano qualche provvidimento energico. Indecenze. — Ieri parlammo delle oscenità scambiatesi tra due donnacce, che abbiamo saputo dichiarate in contravvenzione dalle guardie di citta, e si chiamano Domenica Giardino d'ignoti di anni 47 e Maria Castagnaro. Oltre a questo verbale oe n'è stato un secondo, perché ad una povera donna onesta che si lamentava di quella scenaooia, ne dicevano mille ed una. Ora domandiamo perché la P. S. non trova un mezzo di scongiurare questi inconvenienti dannosi alla publioa morale ? Non potrebbe cercare di far abitare quelle donne in luogo più lontano, o rimpatriare con foglio di vja le forestiere ? Urge un provvedimento, salvo che, come al eolito, non si voglia dormire su questi luridi fatti. * Senza lioenza. — II pattugline di P. S. elevava l'altra sera verbale di contravvenzione al cantiniere Nicola Guaragno fu Pietro di anni 46, in Via Argiro 186, perché permetteva nella sua rivendita il giuoco delle carte, pur essendo sfornito di licenza della questura. Le guardie di città di servizio alla ferrovia elevarono verbale al facchino Vincenzo Lorusso di Giovannangelo, di anni 18, esercitante il suo mestiere anche senza licenza. Gli stessi agenti dichiararono in contravvenzione il conduttore della vettura pubblica n. 101, Michele De Gregis di Rocco di anni 28 da Taranto, perché abbandonava la vettura sul Piazzale della Ferrovia. Sempre a mare. •— Anche ieri al porto nuovo il bimbo Domenioo Rossini di Francesco d'appena 3 anni cadeva in mare. Fu salvato dal marinaio Pietro Sariosa di Salvatore di anni 34. Non riportò alcun male. Per quattro soldi. — Ieri verso le 4 1|2 pom. Onofrio Fanelli di Gaetano di anni 22 fornaio, uscito di fresco pel rotto della cuffia dalla causa della mola vita, giuocava alle bocce con uno sconosciuto allo sciale delle cozze. Vinta una partita, intasoò due soldi; perdutone poi due, non volle pagare, anzi minacciò lo sconosciuto con un lungo punteruolo. Accortosi del fatto certo Gaetano Catacchio, disarmava il Fanelli, ohe gli diceva: GIOVEDÌ 2 LUGLIO 1891
CORRIERE BELLE PUGLIB — Tu me lieve u puntande; ji vogghe a casa a pigghiarne n'ald'uno p'azzagà Zotti. E' andato via; poi é tornato a pretendere il punteruolo, ma Giuseppe Cost mtino, proprietario dello sciale, tolto con se il punteruolo ed impadronitosi del Fanelli, lo menò via per condurlo in questura. Per via hanno incontrato la guardia municipale Pansini, che si è fatto consegnare il Fanelli col punteruolo, e lo ha gaidato in questura, dove è stato trattenuto in arresto dal delegato di servizio. Un po' di ouore. — Nella stalla della vallisa nella più schifosa e lurida miseria, nella mancanza anoo di abiti, vive uu infelice un certo Violante, in mezza agli insetti. Raccomandiamo il caso pietoso al cuore della nostra amministrazione municipale, certi ohe un appello filantropico non rimarrà inascoltato. Un bel furto. — Nel posto di guardia delle guardie di finanza, il milite Crescenza Cuomo fu Antonio attaccò al muro un remontoir d' argento, ma al ritorno ebbe la punta gradevole sorpresa di non trovarlo più. Uu destro ladro 1' aveva fatta in barba alle guardie. Furto oampestre. — II sacerdote Giuseppe Moscelli denunziava al1' ufficio delle guardie campestri che 1' altra notte veniva derubato dal suo fondo rustico in contrada Sopramarzo, e propriamente dalla casina in costruzione, di due panni di canavaccio, di un soprabito, di panciotto, di due fazzoletti da naso, il tutto del complessivo valore di lire 30. Chi perde e ohi trova. — L'altra sera Nicola Serino fu Vito di anni 32 da Casamassima calzolaio denunziava $1V ufficio di P. S. ohe dopo aver acquistato vari oggetti di cuoiami, li attaccava con funicella dietro alla vettura che lo riconduoeva in patria. Ad un chilometro da Bari si accorse che il pacco era sparito, senza alcuna traccia del punto dove fosse oaduto. — Ieri mattina a mezzogiorno Giacinto Caforio di Giambattista e Biagio Tomanelli fu Vito, entrambi di 14 anni rinvennero in via Sparano un ombrello di seta, ohe consegnarono ali' ufficio di Polizia Urbana. FRANCOBOLLI. Acquistaci, a pressi vantaggila), i t'anc; bjlli degli abiliti stati Italiani e più specialmunte quelli del Bjtbjne di N<ju.li da nifiSEo torneae di color Bleu massime ss onsnr* nttaccati alle baste di lftttert» o giornali che ai stampavano in quel1' epoca. Per le Jr»tut va rivolgnrsi al Big Gaetano Gitta — Via Ohvone N. 16 Napoli. Si loca un magazzino in via Piocinni, 54. Per le trattative dirigersi dal sig. Antonio de Tullio. Per finire. — Eredità anticipata. — Malva è — voi lo sapete — un signore molto ricco. Egli, nel suo testamento, ha lasciato molti legati ai suoi dipendenti.il fattore fa eccezione. — A lui non lascio nulla — dioe l'umico mio — perché mi serve da venti anni ! La famìglia Gabbrielli ringrazia tatti gl'impiegati della Direzione e dell'officio telegrafico e gli amici che resero le ultime affettuose onoranze alla loro amata INES GABBRIELLIBURRI, tolta immaturamente ali' amere dei suoi da fatale morbo. ••••»••»+••»+••••»••»••••»••» PÌCCOLA CRONACA A ohi oeroa impiego Nei g'orni 26 e seguenti del mese di Ottobre p. v. avranno luogo presso questa Intendenza gli esami pei posti di Volontario nell'Amministrazione Demaniale. Coloro , ohe desiderano prender conoscenza del programma di tali esami e pei documenti da presentare per esservi animosa, possono rivolgersi agli uffici del registro, ovvero ali' Intendenza di Finanza di Bari. •••••«#•»•»»•••+••••••••••»• MERCATO DI BARI L.Mfiia A Pi eci del 30 Giugno 1 I ,,tiu Cl'StO Cantaro . , D. 21 60 .. » 21 IO .. > 20 00 • 19 50 » 19 00 . > 18 50 al Solfuro 1. Pv.i . O.ar'Hifi . AjCUi.16 . M ìlenajo 62 00 51 00 66 00 Quint»L L. 103 00 100 00 95 40 93 00 90 65 88 25 88 50 55 00 248 00 243 25 252 80 42 00 16 00 STATO CIVILE I. Luglio. Nati: Maschi 6 — Femm. 0 — Totale 6. Morti: Ghannuzzi Anna fa Giovanni a. 40 inauffioienaa della mitrali. — Oosola Marianna fu Giovanni, a. 60, idropericardis. — Barri Ines fa Angelo e 25 bronco alveolite. — Civea Brigida di Domenico m. 20 morbillo. — Lapedota Donato di Giuseppe a. 27 cirrosi epatioa. — Totale 5. ••»•»•••••••••»•»•••»••••••• MOVIMENTO DEL PORTO DI BABX dal 30 Giugno al i. Luglio i89i ABBIVI P.f ) « Simeto » italiano cap. Laganà da Tremiti. P.fo « Palermo » inglese oap. Mitchellda Brindisi. P.fo « Margherita » italiano, cap. Gambardella, da Santi 40. Trab. < Haerlie »,ottomaao, oap. Bekir, da Vallone. P.fo « Fieramosca » italiano cap. Decagno da BrindiS'. Trab. « S. Nicolo Giovanni » austriaco cap. Babarovich da 8. Giovanni di Medaa. Trab. < Giovanni na Zivoianni » ottomano, cap. Marteaà, da Antivari. PARTENZE Trab. < La Lucia > italiano, cap. Seccia, per Manfredoni». P.fo < C ariddi > italiano, cap. Dodero, per Veneeia. P.fo < Simeto » italiano cap. Lagena per Brindisi. •••••••••••••••••••••••••••• Voci del Pubblico Ancora la questione del dazio consumo L'avv. Papalia ci scrive: Onorevole Signor Direttore del Corriere delle Puglie — Bari. Mio carissimo amico, Tu sai che per abitudine e per istinto rifa ggo dalle pubblicità e teatralità di ogni sorta, perciò perdonimi su ti dico ohe non mi hai fatto nn regalo chiamandomi in ballo e distogliendomi dai processi e dalle quaglie. Ha letto, come al solito, il tuo giornale di oggi, ed il cappello, da te apposto all'articolo del distinto cav. Mellone, mi ha costretto rileggere il numero di ieri, ma in yarità io non ho compreso perché tu ibbi invocato ed in che possa giovarti il mio in< tervento. 'Capirai che se è vero che nel reagire contro chi ingiustamente mi offende, io non guardo e mai ho guardato al tempo, ai mezei ed alle conseguenze, é pur veto però che giammai ho risposto con ingratitudine a persone che non richieste mi han dato prova della loro stima e benevolenza. Che anzi a questo proposito, debbo dirti che a me non costa avere il Sindaco falcona conoscenza dai biglietti scambiatisi fra i signori Pilla e Radavi d e ritengo fermamente anche per informazioni assunte ed assicurazioni avute, che tali dietroscene gli siano perfettamente estranee. Sicché l'attacco contro di lui per tale riguardo è la sola ed unica pecca che io ho rilevato nello articolo di ieri ; quanto al resto permettimi di non occuparmene e finire dicendo « che > farebbe tanto bene certa gente a lasoiar stare i cani che dormono ! !... Ti stringo cordialmente la mano e mi affermo. Tuo aff.mo amico Papalia. • • Inutile aggiungervi altro di nostro. Siamo coutenti di avere invocato in questo incidente la testimonianza dell'avv. S.iverio P«palia: ninno meglio di lui poteva dirci la verità su tutto e da questa sua lettera risulta anco una volta pienamente dimostrato quello che noi abbiamo sempre sostenuto e sai sindaco, e sulla giunta e sul segretario municipale. E per quusto valeva bene la pena distogliere per nn momento 1' egregio avvocato Papalia dai snoi processi e dalle quaglie. ••••••»••»»•••••••••••••»••• Corriere Giudiziario . ..inich"» r.ie • a » li,,,.,. M .)]>r> por pasta » OtTf of.i. Orso .... : Per 100 Chil. L. 26 50 a L. 27 00 26 50 28 00 L6 76 J8 50 18 00 27 00 28 25 > 27 00 La tradita di Santeramo avanti i giurati di Trani assoluta Martedì fu disoussa presso la Corte d'Assise di Trtn; la oaufla a carico di Maria Nuzzolese, di Santeramo, imputata di omicidio in persona di Bellarosa Cannine, di lui seduttore. Stbbene il Corriere siasi occupato del fatto pietoso della Nusuolese, quando il reato avvenne, pure crediame utile ricordare l'avvenimento, come risalta dalla sentenza della Sezione d'accusa. Risulta da questa sentenza ohe Carmina Bctllaross, minatore di Caprigii», recatosi in Santeramo a lavorate, diede a credere alla giovane Maria NuzzoJese che egli era celibe, e promettendole di sposarla la sedusse e la rese madre. Ordì l'inganno con tanti arte che riuscì a procurarsi dalla autorità del suo paese un certificato di stato civile liberi.; e nel giorno 13 Dicembre 1890 presentatosi insieme alla Nufczolece davanti all'Ufficiale dello Stato Civile di Santemmo richiesero entrambi la pubblicazione del loro matrimonio. Egìi peiò era ammogliato fin dal 1877 con certa Antonia Luciano, e con lei aveva procreato parecchi figli. Ciò seppe la tradita Nuszolese, la quale nella sera del 22 dello stesso Dicembre, essendosi il Beìlarosa recato nella di lei case, armatasi di nn lungo coltello da beccaio, con esso gli vibò un colpo nella ragiono ipogastrica destri). IlBelUrosa cessò di vivere dopo tre giorni, e con l'autopsia cadevarica fu accertato chs la ferita prodottala dalla Nuzzolese era stata la causa unica ed immediata della morte. Tradotta la Nuzzolese dinanzi alla corte di Assise, martedì ebbe luogo il dibattimento della sua cause. It cav. Feo, sostituto procuratore generale, sostenne l'accusa con quel valore, che siam pur troppo abituati ad ammirare in lui, ed accordò ali' imputata la grave provocazione. Li difttsn rappresentata dall'ave, cav. Bavaro s. Btenne brillantornente la tesi dilla piena irresponsabilità della imputati»; ed i giurati facendo eco all'applauso del pubblico, che segui alla calda parola del difensore, accolsero interamente le di Ini conclusioni, e mandarono assolata la infelice Nnzzoleae. La causa ImbriatiiMosetig. Avanti il Tribunale di Genova l'altro ieri fu rinviata la causa ImbrianiMosetig. Difendevano il Mosetig gli avvocati JZrìzBO e Grassi e l'Imbriani gli avverati Pesama, Pansini, Mellnsi e Pellegrini — pnr querela e contn querela per diffanugione ed ingiurie in articoli saritti da Imbrinni solla Capitale contro Misetig, direttore del Secolo XIX, e da costui sul suo giornale. I lettori del Corriere già ricorderanno i violenti articoli suaccennati all'epoca delle elezioni generali. ••»•••••••••••••»•••••••»••• Scienze, Lettere ed Arti Fra tre eentenari. Non tenuto conto del quarto ohe è forse di tutti il più grande — quello di Cristofwo Colombo — avremo in Europa, tra il dicembre 1891 e il febbraio 1892, tre eentenari di prima classe: VoJfungo Mozart in Germani*, Giacomo M*yetbeer in Francis, Giovacchino Biasini in Italia. Lasciamo stare Oistofiro Colombo, onusto della gloria di quattro secoli : ma gli altri tre, vissuti in sullo scorcio del passato o nella prima metà del secolo nostro, basterebbero da sé soli a dimostrare ohe gli nltimi cento anni, con tanta disinvoltura derisi dallo scetticismo analfabeta, hanno regalato al mondo moderno un secondo e forse più splendido Rinascimento, quello della musice: la divin», la bellissima fra le arti belle. •% La Germania onorerà con feste solenni il nome di Volfango Mozart, che è la manifestazione più spontanea, più sublime, più feconda del genio umano, la grazia e la grandezza fase insieme, l'attività fenomenale e miracolosa della fantasia, in un nomo che muore a trentecinque anni. Il Meyerbeer, sovrano ingegno melodrammatico, sarebbe, senza il Guglielmo Teli, il più grande epico della musica per la vasta costruttura dei drammi, per la geniale e magnifica riproduzione degli ambienti storici, per quel Don so che di pomposo e di ricco che si diffonde in ciascuna delle sue quattro maggiori Opere. Nato in Germania, volle essere cittadino e musicista francese: tanto ohe Parigi ne rivendicherà, e ne riaffermerà la gloria nel gennaio del prossimoaDjjo, con festeggiamenti clamorosi. E nostro il terzo, é italiano essenzialmente e schiettamente italiano, Giovacohino RosSÌDÌ, il p'ù compiuto genio musicale di tutti i paesi e di tutti i tempi: la più meravigliosa fantasia e la mente più varia nello sconfinato campo dell'artp, l' uomo non superato e non emulato da alcuno per la forza comica del suo riso immortale; scandalosamente prodigo di tesoti musicali fino all'wtà di trentasette anni, poi diventato avaro per capriccio, e assistente con sardonica noncuranza, per qusrant'anni, all'apoteosi di sé vivo. Ma che cosa farà l'Italia, che cosa prepara, coma intende di festeggiare Gioacchino Boasini ? Lirica. Li nuova opera del maestro Alfredo CKtaleni, La Vally, è dunque completamente finita. Come abbiamo a suo tempo annuneisto, il libretto è di Luigi Illic»; l'azione, epoca moderna, si evolge nel Tirolo. E un dramma forte di passione in quattro atti incorniciato in un quadro di costami alpestri: 1' mltimo atto ha luogo presso ad nn ghiacciaio. L'opera sarà mppresentnta nel prossimo Carnevale nel teatro alla Scala di Milano. Nel prossimo inverno inoltre 1' Edmea del medesimo autore verrà rappresentata a Parma, » Loreley a Verona ed a Venezia. •% Onori ad Hugo. Il signor Rodin ha terminato un nuovo progetto per nn monumento di Victor Hngo da erigersi al Pantheon. Esso si compone di una piramide di roccia, contro la qnale il poeta è appoggiato in una attitudine, che gli pra famigliare. Le onde si spezzano si piede della piramide e sulla cresta di queste onde dangnno tre donne abbracciate, rappresentanti le Veci del mare. In cima alla riccia, l'Ispirazione figurata da un genio dalle ali spiegate discende dal cielo e stende la mano sulla fronte del poeta. Arte. N«il« chiesa p»rrocchiale cattolica di Konigsbsrga, città di Prnssia, è stato scoperto nn quadro d*l rinomate pitturo tedesco Lacca C'anach smìrtr, roto nel 1472 a Kronaeh e morto nel 1553 a WVimar. Per ordine del ministero prussiano é stato spedito alla direziose genarnle dei regi musei di Berlino perché venga esaminato ed eventualmente comperato. ••»+•••••••••••••••••••••••• ULTIMO CORRIERE Pel credito agrario Negli scorsi giorni si è riunita presso il ministero di agricoltura, industria a commercio, la Commissione consultiva per l'attuazione delle leggi sol credito agrario, sotto la presidenza dell'o». senatore De Vinoenzi. Il presidente informò la Commissione del tentativo di attnazione del oredito agrario fatto non è guari presso il Banco di Napoli, e del quale a suo tempo ci siamo pnre occupati. H comm. Monzilli spiegò le difficoltà ohe finora hanno ostacolata l'applicazione delle leggi suddette. Ciò nella prima seduta. La triplice nel campo finanziario In un articolo sulla triplice alleanza la Koelnische Zeitung svolge l'idea della necessità di appoggiare eoonomioamente l'Italia per sottrarla al giogo della Francia. Il mercato monetario tedesco — essa dice — è nel oaso, come quello francese, di aiutare gli italiani e di guadagnarli a sé. Ma non bisogna avere presente solo il vantaggio immediato 6 capir bene ohe è necessario assicurare queir appoggio all'Italia, e oon ciò aesianrare la pace. Pare che il governo tedesco — e non gli mancano i mezzi — voglia spingere le forze finanziarie della Germania a prestare un valido aiuto ali* Italia. S« ciò avviene, si porrà argine acche alle correnti ostili alla triplice alleanza, ohe si manifestano in Italia, perché nei momenti difficili è naturale che ai volgano attacchi contro ciò ohe costringe a spese gravose. Gli amici e gli alleati dell'Italia potrebbero trovare anch'oasi il mozzo di »1leviare il paese, e g'ovare alla politica delle alleanze aiuuuJ) l'Italia all'interno, e facilitando i suoi b e ambi all'estero a fine di migliorare le sue condizioni economiche. Questo potrebbero fare ora l'Austria e la Germania nel oampo finanziario. Tutto co che contribuisce a sollevare l'Italia e a togliere dal disagio provvisorio un paese, che ha un bell'avvenire economico contribuisce a consolidarle, e giova pure a rinforzare l'alleanza che assicura la pace europea. Nella seconda seduta della Commissione intervenne anche l'onorevole ministro di agricoltura. Egli espose a grandi tratti un suo progetto, mercé cui ali' Istituto del oredito agraiio presso il Banco diNapoli sarebbe concessa 1' emissione di fedi di oredito a scadenza fissa e fruttifere, per le operazioni di oredito agrario contemplate nel primo titolo della legge del 1837. Tali fedi farebbero le veci delle cartelle agrarie. Per l'assenza — motivata da ragioni di famiglia — di uno dei relatori, la Commissione ai è aggiornata al 3 luglio, dopo aver pregato l'on. ministro di presentare nn disegno partioolareggiato della sua proposta. ••••••»••••••••••••••••••••• TELEGRAMMI STEFANI &t dichiarazioni dell'ss. §1 §udittl i la triplici alleanza. &a stampa estera. &'attitudine deirgaghilttrra. Vienna. I. — II Fremdenblatt dioe che le parole dell'on. Di Budini a proposito della triplice alleanza fecero grande effetto in Europa. Soggiunge ohe la triplice alleanza continua sulle stessi basi in cui fu stabilita. Vienna 1. — Tutti i giornali di Vienna e Budapest salutano con grande soddisfazione la proroga della triplice alleanza, apprezzando nello stesso tempo 1' importanza ed il grande valore dell'attitudine simpatica dell'inghilterra. $ precesso pel fatti del Qanton girino Zurigo 1. — Ali' Assise federale è continuato il processo per i fatti del Oanton Ticino. La difesa sollevò un vivo incidente dicento ohe la parte civile fece stampare a Milano i documenti per la procedura e distribuilli ai testimoni dell'accusa onde evitare contradizioni; Casella, consigliere di stato, negò dicendo ohe la stampa fu fatta per i bisogni degli avvocati della parte civile. §Vimperialt di Germania Wilhemsharen 1. — I sovrani sono partiti per l'Olanda. Amsterdam 1. — L'imperatore e l'imperatrice di Germania giunsero alle undici stamane a bordo dell'Hòhenzollern. Li ricevettero allo soalo la regina il reggente i ministri. Gl'Imperiali calorosamente acclamati si recarono in vettura a palazzo. fètrraghl Roma 1. — Livraghi è stato tradotto a Roma. $re cast d'Insolazione segaiti da due morti Bassano 1. — Due compagnie di Alpini scendendo l'altipiano di Asiaco ebbero tre casi d'insolazione, fra cui due seguiti da morte. terremota Soma 1. — Telegrafasi dall'ufficio centrale di meteorologia ohe i sismosoopi dell'Osservatorio di Stromboli segnarono ieraera alle ore 6,46 un terremoto seguito da due fortissime eruzioni. ••••••••••»»»»»»»4••»•••»»•• NOSTRI TELEGRAMMI DALJL' INTERNO il §< Bona a Stasera S. M. il Re lasoierà Soma, diretto a Monza, da dove si recherà poi insieme a S. M. la Regina a'Venezia per assistere al varo della Sicilia. $el ministero Soma 9. Alcuni giornali parlano di dissensi ministeriali, qualcuno anzi aggiunge ohe nell' ultimo Consiglio 1' on. Nicotera abbia insistito sulla necessità di sciogliere la Camera e che i ministri di destra si fossero vivamente opposti per paura che le elezioni, fatte dal Niootera, riuscissero più che altro a lui personalmente favorevoli. In tutto ciò non v' è ombra di vero. Il massimo accordo regna tra i ministri. ffonor. giuncheti Soma a Ad alcuni deputati che si sono recati a congedarsi, 1' on. Biancheri ha detto: u Non mi avrete più a vostro presidente. Comprendo che sono oramai divenuto troppo vecchio n. In verità molti giornali e parecchi deputati fanno risalire all'ori. Bianoheri la responsabilità degli ultimi deplorevoli inoidenti alla Camera. DALL< ESTERO §uglielmo |J in Inghilterra Londra 2 I giornali derìif sno iliggià articoli di saluto all'i in j e.atora Guglielmo, enumerandone le grandi doti personali e dicendolo degno della stima e dell'affetto del popolo inglese. propaganda ortodossa Fletroborgo 9 II santo Hinodo La fatio ordinare dal Ministero della Guerra che tutti i militari, a qualsiasi culto appartengano, i quali vogliono, mercé esame abbreviare la loro ferma, debbano mostrare perfetta conoscenza della religione russa. Ciò è puro sinonimo di propaganda ortodossa, in vastissima scala. t§eficlt serbo Belgrado a La situazione finanziaria si aggrava. Al Ministro Vuìc, dimissionario succederà, si crede, il Tausanovic, il quale alla sua volta verrebbe sostituito nel suo Ministero dei Lavori Pubblici da] dottor Pasou. La Reggenza si propone di trattare un prestito di 12 milioni per far fronte al deficit. Tale prestito sarebbe garentito dai proventi dello Stato: ferrovie, tabacchi, sali, eoe. $ briganti turchi Vienna a Secondo notizie giunte a Belgrado da Salonicco, una banda di briganti composta di 26 uomini, avrebbe rapito un ricco mercante ebreo, abitante Gowendsohe, di nome Jakoel. I banditi esigono un riscatto di 6000 lire turche. §omp\ieaztont angloelleniche Atene a La Società inglese per il prosciugamento del lago Copais, in seguito alla agitazione delle popolazioni, che ha impedito il proseguimento del lavoro, avrebbe fatto appallo al governo inglese, il quale avrebbe chiesto soddisfazione al governo greco. Non ottenendola, esso avrebbe deciso di mandare una squadra nelle acque greche. £' Inghilterra e la triplice alleanza Vienna a La stampa polacca fa eoo ccm entusiasmo alle dichiarazioni di Popowski alla Camera austriaca circa le recenti dimostrazioni della solidarietà d'interessi tra 1' Inghilterra e la triplice alleanza, e specialmente coli' AustriaUngheria. agrarie Vienna 8 Da Nuova York si annuncia che il rapporto dell' ufficio di agricoltura constata che la settimana scorsa fu eccellente per i raccolti. Il New York Herald segnala una depressione barometrica a Terrannova ohe sarà risentita in Francia ed in Inghilterra tra il 2 ed il 15 luglio. Martino Castana — Direttoreproprie: arìo Gerente responsabile — Giuseppe Mele G. BOREA BARI TARANTO FABBRICA CRAVATTE E BIANCHERIA SPECIAIJTÀ CAMICIE DA UOMO SU MISURA ULTIME NOVITÀ GRANDE STABILIMENTO IDROTERAPICO RARI — V,a Napoh N 13 Dico» nd ogni pressione e temperatura — Djcflft alternanti — Begni a vapori» — Bagni doloi e medicamentosi — Apparecchi per E'eHr terapia, e per lavando gastrirhe. y II sottoscritto avendo di recente preso il Ristorante dei Telegrafo, si fa un dovere avvisare il pubblico che egli accetta pranzi per dovunque siourissimo di non temere concorrenza da alcuno. Nel suddetto ristorante è servito anche il pranzo a prezzi fissi : Cioè per L. 2.50 si ha diritto ad una minestra, due piatti a piacere, una bottiglia di vino comune, frutta e formaggio. Il sottoscritto, siourissimo di vedersi onorato da numerosa clientela, ringrazia anticipatamente il pubblico. Luigi Pellegrini Si affittano N. 4 Magazzini al Corso V. E. N. 66, Via Melo N. 6 e 7, Via Andrea da Bari N. 10. — Per le trattative rivolgersi al sig. Francesco Viganotti, Ristorante Risorgimento. KAUI —Sub. T?r. £(.*"'./•«'•<• '~ ~diretto da Yiaoeaao CCAII» GIOVEDÌ 2 LUGLIO 1891
Amc V. N. 179 o o Vomere GIORNALE QUOTIDIANO ABBONAMENTO IN ITALIA Anno L. 20, Sem. L. IO, Trim. L. 5 ALL' E8TEBO Anno L. 35, Sem. L. 20, Trim. L. 12 Gli abbonamenti ai ricevono presso 1' amministrazione del giornale a Bari e presso tatti gli nffioi postali del Regno. Pagamento anticipato. Direzione e Redazione in Bari — Via Calefati N. 72. Amministrazione — Via Andrea da Bari, A*. 21, 23, 25. L'ufficio è aperto dalle 8 ant. alle 8 pom. INSERZIONI In 4. pagina eent. 50 la linea. In 3. pag. L. 1. Nel corpo del giornale prezzi da convenirsi. Pagamento anticipato. 1 m ^^ m m m«aM m m m m Prezzo del Giornate In tutta Italia vendesi . . Numero arretrato. . . . & circlecopyrt (0 o o «wtfm* et t_ o O S so o Cent. 1 « IO LE NOTIZIE DEL GIORNO L» conclusione della triplice fa perdere le Btrffa — stavo per dire agli asini francesi, ritiro la parola — alla stampa francese, e dicevo quella parola non per 1' intelligenza per le corse furiose del primo momento. Non per niente si dioe fari» francese: guai se la furia non riesc. Eico iutsnto i fiiri dei oerissimi amici e fratelli di oltr'alp». La Paia; dioe eh» provarono essere il coraggio morale una virtù civice. Tutti attribuiscono il rinnovamento m«glio ohe a Budini, al volere di R* Umberto. Molti li minacciano. La Justice dioe che vincendo i radicali non i soli ministri ne soffriranno. L» Lanterne vede già spnntare in Italia l'alba della Repubblica. Proclamata la Repubblica i repubblicani potrebbero allora innalzare nna statua a Re Umberto che la Volle. Il Rappel dice che gì' italiani i quali vogliono l'accordo oon la Fra oci a vedono dove 6 l'ostacolo; darqne lo abbattano. Il Siede dice che R<t Umberto avvicinandosi alla Germania credette forse di agire onestamente pel bene dell' Italia, icfiltrovvi eerti germi di disoordia di cui le nazioni muoiono. Tutti constatano la menomazione di Di Rudinl. Il XIX Siede dice che Crispi negli ultimi tampi é nuovamente ingrandito. Pe r poco non desiderano nuovamente Crispi. Troppa grazia, boulevardters. •*. Durante il soggiorno del generale Gutko governatore militare delle Polonia a Kilish, egli fa vivamente interessato perché appoggi la proposto d' una linea ferroviaria sino a Lodz, con la qnale si abbrevierebbe sensibilmente la distsnza fra Pietroburgo e le altre capitali d' Europa. Il generale, pur riconoscendo i grandi vantaggi economici e sociali di detta line», si dichiarò non di meno ad essa contrario, « nella 'previsione e che i buoni rapporti attuali fra le potenze « potrebbero nn giorno turbarsi. » .** Il Ttmes pubblica un'intervista eoil'ambitsciatore di Germania, conte dt Muaater, che vide il principe di Biemsrck il giorno in cai proseniò le sue dimissioni da Cancelliere dell'Impero. Il principe di Bismarck sembrava prendere la tua disgrazia da filosofa, ma allorché ricevette la lettera dell' Imperatore che accettava le sue dimissioni, ebbi un violento accesso di collera e prefari parole contro lo Imperatore. Il conte di Miìnster riferisce varii fatti da oui risulta che l'Imperatore Guglielmo I gveva pensato parecchie volte a separerai dal principe di Bismarck, sostituendolo col conta dt Capri vi. ••»•••••»<»••»••••••••••••»•• ENOLOGICA Dobbiamo alla cortesia del cavaliere Boggiano, Presidente della nostra Camera di Commercio, di poter pubblicare nel Corriere la sua lettera, intorno alla vitale quistione dell'acido tartarico, diretta all'on. Vincenzo Saporito Ricca, in oocasione d'un articolo da questi pubblicato recentemente. * * • Ali' onor. Vincenzo Saporito Ricca Deputato al Parlamento Roma. ONOREVOLE SIGNORE, Nel bollettino della Società dei Vitioultori Italiani, anno IV N. 1011, trovo quanto Ella ha detto circa il tartaro o feooia di vino. Deploro di non essere intervenuto a quella tornata dell' assemblea, perché avrei potuto forse impedire un voto dannoso ad nna delle più belle industrie chimiche. Ella mi perdoni, dunque, i! fastidio ohe le arreco con questa mia lettera e con benevolenza vagii le m;e ragioni, perché ove mai fossi io in errore, ac'éetteVèì, con tatto i! rispetto che le è dovuto, una riBp g'a che rettificasse i miei giudizi. Entro, dunque, in argomento. Ella disse, parlando dell'acido tartarioo: « L'acido tartarico sottosta ad nn dazio > di lire 10 al quintale, e prima del 1887, « era di 8 lire. Eooo alcune c;fre sulla « importaz'one di questa mercé: « Anno 1889 quintali 1640 « » 1890 » 1503 « per oltre un milione di lire di valore; « ne fu esportato nell' anno « 1889 quintali 2510 « 1890 » 942 « Oggi l'acido tartarico va acquistando « speciale importanza anche nell'interno « perché facilita la fermentazione dei vi« ni meridionali, e si sostituisce alla ges« satura. « Data questa importanza per noi di « questo prodotto, che cosa conviene di « fare? Vi è chi vorrebbe portato il da« zio a 15 lire, e mentre di questo cre« soe il bisogno per i nostri vini, abbia« mo pochissime fabbriche che non ginn« gano a provvedere a] consumo; perciò « è desiderabile che quest' aumento non « avvenga, nell'interesse dell' enologìa di « avere V acido tartarico ad un prezzo « basso. € Ritengo utile che le cose rimangano « come sono, lasciando 1' acido tartarico « col daz:o di 10 fife, e rifiutando qua« lunque protez"(meperì*rni$#i(n«d'di fa%« briche di acido tartarico in Italia poì« ohe per questo fatto i nostri tartari « diminuirebbero di valore, nrttotre in que« sti ultimi anni sono stati venduti a buo« ni prezzi. » Prima di tutto bisogna ohe Ella m> permetta ohe io dich'ari non esatta la sua assertiva, ohe cioè in Italia le fabbriche di acido tartarico non possano provvedere al éorisumo. Per non parlare delle fabbriche minori, a Messina, i Signori Nasoio, Aveline e C.a hanno uno stabilimento che ha nna produzione considerevole; e qui a Barletta la società anonima 1' Appula ne producè circa 4000 quintali 1' anno. E' noto ohe in Italia il consumo non sorpassa i quintali 4000, quindi siamo esuberantemente provveduti. La prova che in Italia si produce acido tartarico in quantità eccedente il bisogno si rinviene nei dati statistici rife riti nell'i stesso suo discorso. Secondo quanto Ella stessa disse, nel 1889 importammo quintli 1640 « ne esportammo 2510. Dunque, se 1' esportazione superò di quintali 870 l'importazione, ciò vuoi dire chiaramente che, compensata la quantità importata con quella esportata, rimanevano quintali 870 , che, non trovando collocamento in Italia, si dovettero portare ali'estero. Nell'anno 1890 1'esportazione fu alquanto minore, perché si risentirono le conseguenze dell'invasione peronosporioa ohe in diverse regioni d' Italia distrusse i raccolti di uva. Ella s' impens'erisee del bisogno ohe ha l'enologia di avere l'acido tartarico a huon mercato, ma nell'istesso tempo vuole ohe nessun incoraggiamento sia dato alle fabbriohe di questo prodotto. Esaminiamo un po' quanto sieno fondate queste sue apprensioni. Secondo lei, i fabbricanti di acido tartarico avrebbero domandato nn aumento di 5 lire sul dazio attuale di lire dieci. Cinque lire di dazio per quintale ohe potrebbero nuocere, Ella disse, ali' enologia. Ebbene, 1' addizione dell' acido tartarico ai vini di Puglia, ohe sono i meno rioohi in acidità (4 a 5 per mille), ai fa nella proporzione di uno, od al massimo 2 per mille. In più grande misura é denaro sciupato, se si trattano vini naturali. Quelli che ne fanno un uso immoderato sono i falsificatori di vini, ohe Ella certamente non vorrà proteggere. Dunque, occorre aggiungere uno o due grammi di acido ad un litro di vino cioè 100 a 200 grammi ad un ettolitro. Con un quintale di addo tartarico si possono quindi aoiduìare 500 ettolitri di vino. Dividendo le 5 lire del domandato aumento sul dazio per i 500 ettolitri di vino che si possono conciare con un quintale di acido, avremo che il danno alla Enologia sarebbe in proporzione di un centesimo ad ettolitro di vino. E le pare che questa eia nna seria ragione per negare ogni protezione alle fabbriohe di acido tartarico» Le pare ohe sia proprio cosa ben fatta, pel timore di dovere accrescere di un meschino centesimo il costo di un ettolitro di vino, permettere che la nostra materia prima vada a manifattura»! oltre il confine, per poi ritornarci lavorata, ma aggravata di trasporti e dazi e della mano d' opera, ohe invece sarebbe andata ad operai italiani, se 1' industria fosse incoraggiata nel nostro paese? Come ! da tutte le parti si grida che b'sogna creare nuove industrie, e Lei, per un danno così tenne, vorrebbe invece ohe nemmeno le esistenti si sviluppassero? Ma non le pare ohe favorita la fabbricazione dell'acido tartarico, oon la materia prima sopra luogo, con Ja mano d'opera a buon mercato, si giungerebbe ad avere l'acido a più buon patto, che ritirandola dall'estero? E, più che eoatentare rì tritissimo bisogno dell'enologi, non arriverebbero gli italiani ad esportare in grandi quantità acido tartareo in Freccia ed in Inehilte'ra, ove se n« fa grandsfirao nso nell'arte fintarla ed in molteplici altre industrie ? Onorevoli», mi permeata di dirle jhe i suoi timori sono esagerati, quando Ella ritiene minacciata l'enologia; sono poi assolutamente infondati, quando crede ohe, pel solo fatto dell'imp;anto di nuove fabbriche, i prezzi delle materie tartariche ribasserebbero. Ella certamente comprende che un aumento di dazio copl lieve coma quello domandato non può avere che nna miniala influenza sulle osc'llaz'oni dei prezzi, i quali invece sono regolati d»Ue leggi eoonomiche ohe sono ooel rigide, come le fisiche. Se la domanda sarà superiore all'offerta, i prezzi aumenteranno ; in contrario, ribasseranno. Ma 1' impianto dì nuove fabbriche non altererà né la domanda, né l'offerta. L'unica conseguenza di questo impianto sarebbe quella di lavorare in Italia la materia prima; si darebbe pane ai nostri operai, che spesso per disperazione vanno a cercare in America un' esistenza meno travagliata. Ella forse ha confuso il dazio di importazione domandato dai fabbricanti con un dazio di esportazione sulle materie prime. Il daz;o d'importazione non potrebbe arrecare nessun danno, perché non impedirebbe l'uscita della materia prima, e quindi non avrebbe influenza sui prezzi delle materie tartariohe grezze. Credo di avere dimostrata la inesattezza dei concetti ohe Ella espresse in seno della Società dei vitioultori. Non so l'ao eogl.ecza che E?ts'fiatala qntfete mie osservazioni, esposte B6im oaifer»*<li presunzione; ma 88 avrò potuto renderla un po' più benevola verso gl'industriali italiani, mi reputerò fortunato. Gradisca i sensi di mia viva stima. Devotissimo Giacomo Boggiano. ••»•••»•»••••••»»•»••••••+•• PBLÀGOSA A proposito dell' interpellanza mossa dal1' on. Imbriani circa 1' occupazione per parte dell' Austria di Pelagnsa, isola ritenuta appartenente ali' Italia, crediamo opportuno dare ai nostri lettori queste informazioni storicogeogrffiche: II Gruppo di Pelagosa (il oui nome viene da pelagus, mare ) geologicamente si lega al Gargano. Dista dalla costa di questo promotorio chilometri 50, e 20 dalla Pianosa del Gruppo di Tremiti; mentre ne è lontano 110 dalle coste della Dalmazia e 40 dell' isola di Curisela che le appartiene. Viene costituito dall' isola della Pelogtsa grande, e da un altra, al mezsodì di questa, detta Pelagosa piccola da alcuni geografi e cartografi, da altri Cojola. L'isola grande volge da Nord Ovest a Sud Est; è lunga circa nn chilometro e. mezS5">, Isrga 500 m^tr. Il suo pnnto più alto, a 105 metà sul marp, ai chiama Monte Castello. Su di esso vi è nn furo custodito da una decina di nomiti?. I,' iaoia non ba popolazione fissa, e perché la tue coste sono prive di insenature che permettano ancoraggio, e perché il terreno é sterile o non darebbe alimentazione , sicché pochi eppezzamenti sono coltivati ma da lavoratori avventizi. In quest' isola trovasi del marmo screziato di rosso, e si rinvengono oggetti antichi di ogni età. Cajola, o Pelagosa piccolo, è alta ciraa metri 57, e si può calcolare come il massimo degli scogli che circondano l'isola grande, e la rendono pericolosissima ai naviganti. L' 8 di settembre del 1298 avvenne presso quest' isola la famosa battaglie, nota sotto il nome di Curtola, tra i Genovesi condotti da Lamba Dori», e i Veneziani da Andre» Dandolo. Questi farono terribilmente battuti, e le storie ricordano come perdessero in mare 8000 uomini e ne lasciassero prigioni 7000, fra i quali il Dandolo che pochi giorni dopo mori di dolore. Queste notizie si levano dall'Amati e dal Nouveau Die', de Geogr., e da altri, notando che gli autori del dizionario francese dicono Pelngosa dipendente dalla Dalmazin, distretto di Curzol». Noi crediamo che questa isola sia sempre stata ritenuta per dipendenza dal Regno di Napoli. Ce lo proverebbero nnch« le vecchie carte geografihe, da noi viste, colorate, che 1» uniscono al continente Italiano non al Dalmata. Non é però da tacere che né il Magini, nel suo Tolomeo, né Plavio Biondo, né Leandro Alberti, né le desnrijiioni del R°gno, fatte nei secoli XVI e XVII, d«i Beltremo, Mozzarella, Caraocielo, ed altri, ricordano quest' isola ; come neppure é ricordata dal padre Corooelli nelle descrizioni nel suo Isolario, benché esso la disegni nelle tavole, in modo da unirla »l gruppo delle Diomedee, cioè di Tremiti. Non la eornpr»nde nella isole Italiane nemmeno lo ZurcgniOrlonrimi. Però il Dizionario Geografico ( tradn«ione dal tedesco) edito in Venezia dall'Antonelli nel 1831, Dell' accenno che ha su Pelagoss, si esprime in moto che pare la dica spettante al'a" Capitanate. A quanto ci consta dietro proposta dell'i, r. Capitanato di Porto e Sanità Marittima, il Governo snstriRCO nvrebb» fatto costruire il foro, e la Capitaneria di Cortole, provvide «1 personale per tenprlo attiv*. Secondo nn telegramma del Caffiro la qnnfttione di qnest' isola starebbe cosi: Pelsgooa è nn Sunlettn già appartenente agli Stati pontificali (leggi ex regno di Napoli ). Nel 66 vi sbarcò un canotto con pochi nanrinai austriaci che rimaservi inosservati. Dopo il trattato di pace, furonvi dei pourparler] ma gli avvenimenti del 1867 fecero dimenticare quella questione. La questione venne risollevata molti anni dopo, credo nel 1875 da ViscontiVenosta. Accennava g''à a una solueione, quando spravvenne nel 1878, un raffreddamento nelle relazioni fra l'Italia e 1' Austria. È probabile che adesso pendano amichevoli trattative fra Roma e Vienna per appianare quella questione. Comunque sia, non possiamo ohe desiderare ohe presto la giustizia dia il possesso di Pelegos» a chi di diritto, giacché in caso di guerra guerreggiata chi porrà qualche b*on cannone su qael lentisco di terra, avrà una oarta di più, e di valore in mano. ••»«••••»»»•»»•»••••••••••»• UN PO' DI TUTTO Digiuni celebri. Il Cosmos dioe di aver trovato negli antichi trattati di arte militare alcune ricette per resìstere a un prolungato digiuno. E' fama che il filosofo Epimenide rimase per cinquantanni senza mangiare e senza che si scoprisse il segreto del suo lungo digiuno. Filone di Bisaneio, ingegnere del secolo secondo prima dell'era nostra, ha dato alcune ricette in una sua opera sull' « Approvvigionamento delle piazze forti, > tradotto dal greco in francese dal fisico Rochat. Una di queste ricette incomincia cosi: < Sarà prudente di conservare in casa una provvigione di cipolle e di coltivarne sia nelle città, ohe nei dintorni, per poter preparare la pasta di Epimenide, e risparmiare coti ai cittadini gli spasimi della fame in tempo di carestia. » Nel giornale Lo sperimentale di Firenze è detto che in nn libro stampato a Firenze nel* 1639 si trovano numerosissime notizie sopra digiuni sopportati per molti giorni: fra gli esempi sono notevoli i seguenti: Lionardo Pistorese mangiava nna sola volta alla settimana. Un nomo di Colonia si mantenne serjea vitto alcuno, bevendo solamente acqua, durante sette settimane. Un uomo di Scozia e una donna di Colonia vivevano spesso per 20 fino a 30 giorni senea alimento vitale. Una fanciulla di Spagna si cocsetvava coctinuamente viva con la bevanda semplice dell'acqua:sì ohe l'acqua sola e» il ano cibo. Nicolo Elvezio per quindici anni mai no° bflvve né mangiò niente. Un uomo al tempo di Aristotile viveva solamente di aria e di sole. Ulissp, secondo l'Odissea di Omero non gustò cibo alcuno per dieci giorni. Pitagora, secondo Laereio, visse privo di cibo per 40 giorni. NB. — Non o' è obbligo di crederci, ma, volando, non si paga nulla. * * Studiando studiando, si farà le guerra senza pericolo di morte. Se vogliamo credere ad un telegramma da Vienna all'agenzia inglese Dalziel, una nuova oorsRRa di acciaio, che copre soltanto il petto, sarà introdotta nell'esercito austriaco. Si dice che sia impenetrabile alle palle di qualsiasi fucile finora inventato. Questa corazza può essere piegata e fatta su in uno zaino ordinario. Gli eserciti della triplice alleanza ne saranno provveduti. L» nota triste. Un telegramma da Parigi annunsia ohe 1' altra notte il barone Plinval giovane ven. tiquattrenne si abbandonò a copiosissime libazioni colla sna amante eerta Mikaa in un appartamento della rue Iaerb. Ad un tratto colti da inesplicabile forerà, sperono una ventina di fucilate nel cortile ferendo parecchi vicini ed alcune guardie che erano accorse. Poi precipitano i mobili dalla finestra ed incendiano l'appartamento. Da nlthno, mentre i pompieri sfondano la port», essi saltano dalla finestra ferendosi gravemente. Si dice che Plinval avesse già prima dato segni di pazzia. r La nota gàia. Si parla di elesioni comunali. — Io — dioe Torfcccioletti — conosco un messo infallibile col quale il mio amico Topaochioli é stato eletto. Basta presentarsi ad ogni elettore e dirgli : « Mi portano come candidato: scommetto cinque lire oon te che non sarò eletto ». Tutti ti danno il voto per non perdere la scommessa e tu diventi consigliere. ••••»•%••••»••»••••••#••»•»» La Cronaca Mondana Oli esami. Eccola, eccola quella figura {tifarne « Che porta scritto sulla fronte ESAME, t L» grande liquidazione annuale della coltura in gestazione ha finalménte valicato 1' ultimo limite, e la folla giovanile e varia di tutti gli studenti prepara il proprio bilancio. Li prepara lo studente picoolino che già legge il Giannette e ha già imparato a memoria mezza tnvola pitagorica e lo prepara il laureando che ha elaborato la sna bravi tesi. Delle classi elementari al liceo e all'università, tutte qnante le porte dell' insegnamento sono già sbarrate: sta invece per aprirsi quella più so^nne e più importante, la grande porta esaminatrice per la quale si passa nella vita. Ora, questa molto discutibile istituzione degli esami, questa tortura spietata e necessaria di ogni fine d'anno, tiene dentro di se nn cosi largo contingente di drammenti e di comediole ed anche di farse, che, dal punto di vista artistico, io, anche a danno della didattica, son contenti che ci sia. Abbandoniamoci insieme o lettore compiacente, alla voluttà di un volo d'uccello sopra l'intero panorama intellettuale nel qnale si fabbricano e si sfabbricano le speranze della patria. .% E guardiamoci oon calma tutti questi gruppi di studiosi : il mondo minuscolo e battesimale delle classi elementari e quello dell'adolescenza che non è più piccola e non è ancora grande, una specie di neutralità fisiologica e psicologica da la quale derivano i primi tormenti, i primi biglietti d'amore, i versi zoppicanti, il disagio della vita che non sa in qnale ambiente collocarsi, il disgusto di se e degli altri: le fanciulle delle scnòiè superiori e inferiori nelle qutali il fascino femminile si va lentamente perdendo e fondendo nella quotidiana iniezione) dottrinaria e le fanciulle delle scuole normali, cui spesso sono dovute le anormalità... di una meesa giornata al Porto o a S, Cataldo: lo studente di liceo che affila le sue prime armi politicosocipli e quello universitario che ba sempre pronto un inno da telegrsfere a Febee Cavallotti che si mangia l'imperatore d'Austria a odanone, la triplice alleanza a desinare e si beve tutte GIOVEDÌ 2 LUGLIO 1891
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