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CORRIERE DELLE PUGLIE Dopo sicura i zione (1 > tutti Dovizia ((itasi , Francia. Si era • ! "(ini. Mathieu, padri gesuiti <uico, ma ora !• una grande En" i">rterà nuovi tiza: l'encipubblicata ceri a liciclica > .. ... irò documenti a pubbli dica già si jjrepaut , alio spirare del termine lissato dally legge de! •tirem'bre 1905. '• •> iiguraie quantu 'iu«" .t.» !iiiu\ ) documen , uÌIOU approvare quan, ' , «•• per la formazione deli» associazioni di culto;accettando puro tutto quanto è concesso dalla medesimo a prò dei parroci e chiese: sarà dunque una paiziale approvazione die non ilscuoterà certo le simpatie del governo francese 'Cult' .mto si sa e parto di quanto ,,, ni modo diverso. ove tutti) ai studia e siamo di tutto fuori. "CRONACA ITALIANI (per lettere e cartoline) Un soldato in un burrone Bclluno 15. — La 2ti.* compagnia dei >. alpini l'altra mattina partiva da Valle del C*«lore dirigendosi verso il monte Pelino. Cn soldato del distretto di Vaìdnn giunto in una di quelle cengie • ove il passaggio è assai pericoloso, avendo urtato cui fucile che teneva in ispalla contro la roccia perdette l'equilibrio e precipitò nell'abisso. L'infelice, sbalzando di balza in balza, rimase sospeso sopra un abisso 25 metri al disotto da dove #ra caduto, in luogo di impossibile accesso. Chiamata la guida del rifugio « Venezia •> accorse prontamente e coadiuvata dai soldati potf» con l'ausilio di corde scendere nell'abisso, legare il disgraziato e trarlo in salvo. Un macabro pacco Cataazaro 15. — Da Napoli giorni sono veniva spedito a Badolato un pacco ferroviario contenente, secondo la dichiarazione, biancheria «• libri. Il pacco, desiando aspetti, venne aperto dal capo itaziono della nostra stazione, e vi si rinvennero libri ed oshii umane. Le autorità tanno indagini sul tatto misterioso. Un ammalato che «i taglia la gola Sestrl Ponente 15. Tal Llia Rossi di Giuseppe d'anni "21, abitante ki via Cavour numero 10 iitemo •• convivente con la madre Rachele Conti, da qualche tempo affetto da ernia, stanotte, simulando uno svenimento, riuscì ad allontanare le persone che lo vegliavano «, see3o da letto, si armò ili un rasoio e si vibrò un tremente colpo alla gola. 1 ' ••urie avvci tini °.i V ,.•<•(,«*• sul po,10 e uaspou" an ' 'spedale. <'uja il suicida vei. ito dal dott. Minetti che lo ricoveiu u urgenza giudicandolo in imminente pericolo di vita. Pare che il Rossi da qualche tempo avesse manifestato intenzioni di suicidarsi perché stanco della malattia che lo tormentava. (per telefono e per telegrafo Un'emozionante ascensione dello " Sparviero ,. Salvi per miracolo! IN «poli 16. —leti lo • '' il leker non lini tragi sione per un vero inuaciuo. Alle 10 antimeridiane nella nav ir vi erano il pilota Kallekor e il ,'• i •••• e la signora Francesconi. L'emozionante discesa comincio sa < <>pò Pai Ultra: alle 18,;%) lo Sparrkro ora e scendere in mare, e i. ,>,...„ ... ^ludibrio a pochi metri sulle aequo, attend".do h f oi poi •niera Perxeo; ma la munovra non venne compresa, e lo Spurripro giunse al golfo di Salarne. Esaurita ra, gli aeieoutuiti si buttarono i >. dove restarono 20 minuti, combattendo con le onde. La aignora Francesconi fu ammirabile di coraggio e non volle nessun aiuto dal marito u dall'ilalleker. FinalnuMite una imbarcazione del l'trnco comprese il pericolo, e corse in aiuto dei naufraghi, raccogliendoli a bordo. Alle ore 2"> giunsero a Napoli. Lo Sparviero sì ritiene perduto, perché ebbe le pareti di seta impigliate nel Pertico, che le lacerò. L emozionante fuga di due ergastolani dal treno Firea*** Ift. — Sei treno omnibus SomaFirenze e che arriva a Firenze alle ore 30, vi era un carrozzone cellulare con varii detenuti, diretti ai penitenziarii di Viterbo e Civita Castellana. Fra questi vi erano un certo Cannine Caropreso, da Foggia, condannato a 30 anni di reclusione per ratto e mancato omicidio, e tal Angelo Raffaele Falco da Caserta, condannato pure a 30 anni di reclusione per omicidio premeditato. Entrambi dovevano scendere a San Genti ignano. Intanto lungo il tratto, posto fra le stazioni di Castiglione Tiberano e Orvieto, il C'aropreso ed il Falco, malgrado nella DHL CORSIERE JYVA.hK PtlOWB 11 Lvglio 1906 John K. Leys PER UNA EREDITÀ Tradotto da Irma Eios (Proprietà letteraria) Ho frugato dappertutto, ed avrei dovuto rinvenire in qualche parte la fiala. Ciò prova che non l'ha preso da sé, ma gli è stato dato. — Può darsi che la fiala sia stata portata via da qualcuno; da uno degli scrivani o dalla domesticu. Ciò 6 pò*" ' • devo fare delle indagini pt me è avvenuta questa i Dora* 'o colloquio, due persone erano entrate nello studio e si erano inoltrate sino all'uscio della camera da pranzo. Fuori nel corridoio, alcuni scrivani di altri studi ed alcune fantesche alavano parlando del triste avvenimento. Siete voi gli scrivani di questo studio? — chiese l'ispettore ai due individui che sbavano presso Is» porta dellu camera da f»»"» _ Xo, p arditamente una voce gioyan apparteneva ad un ragazzo di udiei anni, il quale #ra compar ! momento fra quei dne. — Non he La..ft.. il te, — gli disse avessero i pois; stretti dalle manette, riuscirono a rompere le inferriate del finestrino del carrozzone cellulare e si gettarono Ha! treno dandosi alla campagna. Quando il treno giunse ad Orvieto il brigadiere dei carabinieri, comandante la Murta degli ergastolani, telegrafò avvisando subito dell'accaduto le stazioni dei carabinieri dei paesi circostanti. .Ma, i fuggitivi sono finora irreperibili. Sembra che il brigadiere dei carabinieri non sia responsabilo della fuga degli ergastolani, ma se questi non si ritroveranno egli sarà giudicato egualmente. iHIA( ( IIlFJli: DIA, MEDICO. IPOTESI E CERTEZZE. Muikuuksi. con esperienze che son rimaste celebri, avrebbe dimostrato che «li uccelli fabbricano l'acido urico per sintesi. E perciò è sorto in patologia il concetto che nei gottosi l'acido urico non deriverebbe già dalla scomposizione d«i i imposti purinici endogeni od esogeni, Ì a bensì sarebbe prodotto per sintesi. Intatti l'acido urico viene normalmen••laborala sul nostro organismo; op] .1" non vi si può scuoprire, mentre nel £.<fti<io questo succede, i L'acido urico per s« è poco o punto * ii ubile, e cosi pure gli tirati. Per cui i i un organismo normale si può benis. mo ammettere che l'acido urico non <;rcoli come tale, ma bensì associato a qualche sostanza che lo tenga disciolto, ne permetta 1' eliminazione e lo sottraggi ai comuni reagenti. L'acido urico prodotto per sintesi non troverebbe questa sostanza speciale cui a isociarsi, o precipiterebbe nei tessuti. L' ipotesi è ingegnosa ed è assai bafc.ita MI fatti di chimica biologica. La sostanza con cui l'acido urico si «^copierebbe proverebbe della scomposiz one dell'acido nncleinico. Potendo ottenere questa sostanza allo stato purissimo e somministandola ad un gottoso, teoric.imente ai dovrebbero avere ottimi risult «ti curativi, All'atto pratico la cosa app tre però diversa: del resto non bisogna dimenticare che si naviga nelle ipotesi. ?>el campo della cura precipuo scopo deci • essere quello di favorire, regolarizzar< il ricambio materiale, provocando al t' iiipo stesso 1' eliminazione dell'acido t> i<'0. e ciò oggi lo si può fare benissimo mercé YAndit/rc della ditta Bisleii d• Milano, la cui efficacia non si basa g à su ipotest di gabinetto, ma su fatti, v ile a dire sopra numerosissime guarig oni ottenute. fiisiorants Rekecchiflo i'oHi[jletanu'uu« limerò a nuovo, con o'lima cui ina e prezzi modici, aperto siri • ad ora tanla. funzionano in tutte le ^ '• potanti ventilatori, che rendono gli i> dienti freschi*.*»' Va Roberto'da Btri X.' IO. 12. i ,H. 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IL CAMBIO PER LE DOGANE .Roma 16 A.S.) 11 prezzo de) cambio pel certifica to di pagamento dazi doganali è fissato per domani a L. 100,00 lloma IH •A.S.Ì II prezzo che applicheranno le dogane nella settimana dal 16 al al Luglio per i dazi n.i Tprncri a L. 100, pagabili in biglietti, è fissato in L. 100,00 BORSE (Quotazioni di ieri) 11 prezzo del cambio il quale risulta dalla media dei sindacati delle Borse Ita'ìane è oggi in L. 90,fi'. Parigi chius. Fran.SOiOam. • 3 OjO per. Italiana 5 0i<3 Cam. Londra > Italia Rend. Turca Banca Parigi Ungherese Spagnuola Banca Ottom. Argento fino Credito Fond. Russo 1901 Landra Inglese 2 3 Italiana Spagnuola Turca unif. Egiziana Giapponese «6,92 102,35 251.50 100, 90.25 15,^H ?5,6O 'X>,lb 640,— DO.òO 094 — 64,101,75 Vienna Cred. Austr, B. Ang. Aus. B. Aus. Ung. Napol, d'oro Cam.s.Parigi Londra Lire italiane Ren.aus.arg. > carta Rend. Ungh, B. Paesi aus. Berlino C. su Londra » Parigi » Italia C. M. Aust, Rend.Ital. p, » fm. Rend. Turca 668,— 10,If>,f5 19,12 95,50 240,IJ5 95,f« 99,55 99,t;o 95,(rS 4Ì55.25 201,90 Per l'ora tarda in cui è finito lo ocru i avrà principio il giorno 10 dello stesso tinio non si è potuto fare la proclama ™«=zione, che avverrà oggi alle 16. 105,— Rend \h;ik 90,60 Borsa di Genova Media ufficiale dei cambii Cambio a vista su Francia Fr 39,9."i » » Londra • 25 14 • » » Germania » 122,85 > > » Svizzera » 100,10 > » » Belgio » 90,00 Ai Ristorante Posillipo. La posizione ridente e incantevole del sito, 1' ottima cucina, il servizio inappuntabile ed i prezzi mitissimi, come risultano dalla seguente distinta, affidano che la clientela troverà in questo locale ogni comfort necessario; ed i prezzi, contrariamente alle voci messe in giro da interessati, sono, come si vedo, alla portata di tutti, perche variano da un mi nimo di 80 centesimi ad un massimo di L. 0,80. Ne a Bari, è dato con simili prozzi, trovare di meglio. Ecco intanto la distinta per comodo di tutti i clienti: Pane 10, lbott. 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HO 74,13,36 9ì5Ì 483, ~ Mllano 102.3? 103,50 101,25 613,93ri,— 4B4,,— StfJ,828,829,— 181,481,99,96 25,15 122,82 100,— 25,15 12M,87 Qenov» 10^,5 10^40 6J 7,50 987,B29ÌM> 481,89,! 6 25,14 122.H« 100,07 Plrente 10^,57 101 •;''< 13.HH 8H9,— 481,100,02 25,14 122,30 magazzini sili m Via Ai_im '20 a '2_', angolo Via Pic<• uni 'VJ, 41, '{,'>, \h. i'er tnttìative dirif ursi dal proprietario Sig. Antonio Sbisàuca, Via Cavour Iii7, M iitnrB (ras lupa ' '•"vaiiosviiuppauUIUIB géò lUlii ,, avalo e mezzo ottimo stato l'unzii'ti [('".voticlphi con trasmissione anche piigamento ratealo, hirigprhi i1 Via De Rossi fìari. NELLE TRE PUGLIE (Ltitten1, cartolimi e telegrammi) DALLA PROVINCIA 01 IJAK1 MOLl'KTI'A Ki. Le elezioni In at;e*« dell'acquedotto. A <omp!etameuio di 1 mio telegramma ih ieri, eccovi il rt ai.ltato dntimtivo «Ielle elezioni amministra ti v«* che hanno avuto luogo ieri* Maggioranza: 1. Balacco, i'')i., con voti 727: "2. CapoHuti 7*?'»: :'. Fornari 710; 1 Minervini 707: .'). Mezzina 717; 0. Pansi li 700: 7. De Ruvo «i^l H. Panuuzio tit'i; !'. De \'»7.u> UHI; 10. i .tadida USIi'•. tiuidati. soc, 'i57: 1_. "ii'obl'a n p. <;is. .Miuoi'anza. l;i. .\uo\o. I'CJI '>)•!: 11. N.BIO, moti.. l'Jl; lo. Sp.igijoletti l'2">. La lista della maggior;1.nza venne l'atta d'accordo dal dottoio l)e Niellilo e dal r.imministraziono, partito politico delT >a. Pietro Pansini. — Fra giorni anche noi «vicino la uoMi'i» picc(>la conduttura ilcH'iiciiua del Si rino «• ri'lc'fjiiitf i hi(>^'o ;,'à <• ni posi), e non attende i'he li inaugurazione Con questa ultima conduttura il cav. Si.ttocasa chiude la sua impresa conciliando i suoi interessi al vantaggio della popolazione pugliese. IH attesa dell'acquedotto è molto !!.. GIOIA DEL COLLE Ki,'— Eleriwii am| ministrative. — Facendo seguito al mio telegramma, vi mando il risultato definitivo di questa parziale elezione amministrativa por la nomina del terzo de" consiglio. Là lista presentata dall'amniinistrazioiie ha vinto con circa 170 voti di maggioranza. Ecco i nomi degli eletti: 1. Lippolis dottor Pietro voti 704 •_'. Diomede dott. Angelo Mieli. « 668 '•>. Buttiglione Vito Saverio « 651 1. Matarrese Francesco « 6B8 ">. Angelillo sacerdote Vincenzo « 600 '!. Prisciantelli avv. Leonardo " 68' 7. Miraglino Nicola •> 58! *.>. Cuscito dottor Vincenzo « 545 'i. Cav. lacobellis Vincenzo farm. « 541 l'i. Sciscio Giuseppe fu Francesco « 530 Della lista dell'opposizione come mino ranza sono riusciti eletti: Soria cav. Enrico con voti 504 l'ardotta Giovanni > \'U CASTELLANA 14. — L'Inizio delle conferenze al nuovo oircolo Mazzlnl Una partenza. — Stamane i castellanesi hanno trovato affisso in piazza il seguente manifesto, loro diretto, e firmato dall'Amministrazione del nuovo circolo Mazzini: ' Voi certo avrete seguito con benevola attenzione i primi atti di questo circolo, il quale, in tempo di nazionale decadimento, s' intitola al nome glorioso di Giuseppe Mazzini, esempio mirabile di gni virtù civile e patriottica. E, senza ubbio, dalla stampa quotidiana avrete ippreso come lo scopo maggiore che lo ta formato, è scopo per eccellenza educativo. Ora noi, secondo il programma prefisoci, iniziamo questa sera, 14 luglio, una «rie di conferenze e discorsi, che meri* .eranno certo il plauso degli uomini ananti del progresso. E sarà oratoro, avv. Andrea Cisternino, liberale di vechia data, e spirito integro di patriota d'italiano. Favorite, alle ore 8,!5O, nel nostro lo;alo, in via Municipio, per uscoltare con venerazione la parola di un vecchio cospiratore. Ditatti alle 8,30 il circolo rigurgitava ti socii e di intervenuti. Il presidente effettivo, Salv. Andriani, la preso per primo la parola, spiegando chiaramente gli scopi e gì" ideali della associazione, e ricordando che la data di ggi è memorabile nella storia dei popoli; oichè 8egn». il principio del risorgimento di Francia. Invita quindi tutti ad ascoltare attentamente la parola di Andrea 'isterniuo, antico soldato di Garibaldi, e strenuo propugnatore della nostra indipendenza. Subito dopo Cisternino sorge a parlare. Rammenta anch'egli il 15 luglio, che è confitta d' un potere e vittoria di una nuova società, e via via poi viene a diro del grande ideale Mazziniano, specialmente nella forinola • Dio e popolo >. oggi scissa e divisa. E con la solita vona e con la forma biillante e geniale, parla quindi della lotta tra capitale e lavoro; di cui Mazzini — spavento del irono e dell'altare — non potò avere un chiaro concetto. E si domanda al proposito: Corno volete che Egli avesse propugnata questa quistione, se oggi «incora non la s'intende? *. Cosi, partendosi da essa, passa in breve in rivista le lotte odierne fra le diverse classi sociali, ascoltando sempre tra un religioso silenzio. E quando termina, al giido di Viva Mazzini <, un applauso valoro.o Io saluta, perche sii anni non hanno affatto cancellato in lui l'eloquenza e la genialità giovanile. Alle 10 tutto e finito. 11 signor Pietro Sgobba, sin ora c.ipo guardia di città, è partito alla volta residenza. Era tra biuscamente l'ispettore. — Ma io ho udito la vostra domanda e ho risposto, replicò il ragazzo vivamente. — Io sono scrivano di Theuchpenny e Diggs, che hanno il loro studio qui dall'altra parte del corridoio, e conosco gli scrivani che lavorano in questo studio... il vecchio Matteo e Ljirdv Dardy Dand. Né l'uno, né l'altro è qui presente. Sai dove abitano V — No. — A che ora sono andati via 'i — Lardy Dardy Dand.... così lo chiamiamo noi, ma veramente si chiama Dan O' Leary, è in viaggio. E' andato a godersi il suo permesso. — Ma hai detto che vi h un altro scrivano, — Si il vecchio Matteo Fané. E' stato assente durante alcune ore del pomeriggio, poi è ritornato ed alle cinque ha lasciato lo studio, — E' questa l'ora in cui si chiudono abitualmente gli studi notarili V — chie ! se l'ispettore fissando il ragazzo con sguardo penetrante, come ^e fosse con ! vinto che avesse l'intenzione d! dargli ad intendere una cosa non vera. — Si questa è l'ora in cui si chiudono di solito nel settembre, — rispose il ragazzo senza scomparsi. L'ispettore gettò tino sguardo interrogativo all'agente e questi confermò le parole del ragazzo con un conno del capo, Poco dopo le tre è .tata qui una 'liffnora. iiro<v>c*nì il pir colo scrivano. l'i/— ^h domandò l'i— Se lo desiderate, vi farò vedere comi lo so, ma mi lascierete poi venire all'in chiesta V Ho sentito dire da qualcuno poco fa, che ci sarà certamente. — Verrai citato come testimonio, se bui qualche cosa da dire ai giurati, — gli rispose prudentemente l'ispettore. Ebbene, fate aprire lo studio d Tonchpenny e Diggs, ed io vi mostrerò come so tutte queste cose. Quella donna ha le chiavi. — soggiunse volgendosi indietro ed accennando una delle fante sche che stava ferma avanti la porta dello studio insieme alle altre. I/ispettore diede ordine a quella don na di aprii e lo studio. Appena furono entrati, il ragazzo a diresse verso uno stanzino tanto piccole che vi stava appena una scrivania rnol to stretta ed alta ed una seggiola. Que bugigattolo era diviso dal corridoio da un tramezzo la cui parte superiore ora di vetro smerigliato onde nessuno pot.es se guardare di dentro. Il piccolo scriva no aveva raschiato un po' di smerigli all'altezza in cui si trovava la sua testa quando stava seduto alla scrivania, tal ché, mentre apparentemente era occupa to nel suo lavoro, e si divertiva ad os^ servare chi andava innanzi e indietro ne corridoio. Egli indirò quel punto all'i .ii. Moro, il quale >i convili*'1 subito, che •• poteva eutrare o uscire dalk enza che quel ragazzo lo vede* h I lse, senza che la persona la quale entra va o usciva, sospettasse di essere osservata. — Ora non posso trattenermi qui pii a lungo. disse l'ispettore. — Non di ' monticare di venire domani mattina alle mese. I licenziati dallo nostre Scuole R. Liceo drillo Hanno conseguito la licenza liceale i giovani : Amori Eduardo, Andriani Salvatore, Attanasio Giovanni, Aurelio Artttro, Carbonara Antonio, De Marini» Michele, De Ruggiero Michele, F.liantonio Michele, Lembo Alberto, Mariotti Mariotto, Melpignani Luigi, Miraglino Francesco, Mumolo Francesco. Polito Onofrio, Porcelli Ettore, Ke David Gaetimo, Saiitoro Giuseppe, Savino France, f.. Simili Francesco, Totano Pietro, Tli Giuseppe, Turco Luigi, Vitale Mario. R. Scuola Normale Maschile Hanno conseguito la l;cenza di insegnanti elementari, i giovani: Arbore Giuseppe di Corate; Capaccio Xicola di Gioia del Colle ; Cavallo Giuseppe di Ostuni; Cito Martino di Martina Franca; Di Vietai Giuseppe Antonio di Spinazzola; Laricchia Michele di Ceglie del Campo; Di Geronimo Kaflaele di Castelvetero in Valtortore ; Modugno Francesco di Bitonto ; Pastore Manfredi di Benevenlo ; Selvaggi Gennaro di Bitouto; Sinisi Celestino di Andria; Sisto Giovanni di Alberobello; Trevisani Piero di Alberobello. Si sono pure licenziati i privatisti signori Caggiula, Fazio, Muti. Salvemini e Schettini. R. Scuola Tecnica di Mola, sua nuova noi da tredici anni. La tassa di famiglia a Cisternino Muselli ci telefona da Jloma, 10: La d'abietta J'ffìriale pubblica il deci eto in data 2K giugno scordo, con cui è data facoltà al comune di Cisteruiiio di applicare pel 1000 la tassa di famiglia col limite massimo di lire 500. ''CRONACA" L*flirto li rlivczioTn> eri amiti iniHtruziime (k>mo Vitt. Emum. H. lO'i, TELEFONO N. 165 CALEXnAJRTO LUGLIO (31) Martedì 17 — S. \i..:.iu. .onfes. Leva il sole alle ore 4,11 n tramonta a'le ore V,20. Luna nuova il giorno Mi. Bollettino mEtcrEDlngico Quotidiano dell'Osservatore di Bari Altezza sul livello del mare m. 24,2 Giorno lb Luglio 1!K)H, oro 7 ressiono barometrica a 0. nuli. 7.»S,7l T'mjieratura gradi centigraili 21,(j Umidità relativa O*o *> 1 Tensione poi vapore nini. 12,'2'< Ypnto ( Direzione .\W I ™ ( Velocita ali' ora Kui. 21 Nebul. in decimi di ciclo coperto .') Stato del mare mosso Nelle U ore precedenti: Temperatura i Massima gradi centi?. 21,(sxemperaiiura ( jjinima . » j^y ( caduta noi, 1. ! Acqua . . ( evaporata . ,,,05 Totale dell'acqua caduta dal 1. Settembre 1905 nini. XXV) II Concorso ad ulliovi semaforisti II termine utile per la, presentazione delle domande di ammissione al concorso por l'arrolamento di 80 allievi semaforisti del Corpo II. Equipaggi, di cui pubblicammo il manifesto in data 6 giugno l'.)06, è prorogato a tutto il 15 agosto prossimo. In conseguenza gii aspiranti ammessi al concorso dovranno presentarsi alle rispettive sedi di annoiamento per la visita medica il 27 agosto, alle ore 9, e gli esami prescritti dall'art. 1. del citato manifesto avranno luogo nei giorni 1 e 2 settembre. Il corso speciale d'istruzione nella scuola semaforisti, anziché il 1. settembre, Si sono licenziati della 11. Scuola Tecnica: Attoinano Giuseppe, De Varda Luigia, Donvito Kaflaele, Pagani Ester, Spinelli Michele, Trizio Felice o Pascazio Nicola. R. Istituto Nautico Hanno conseguito il diploma di capitati di lungo corso nel locale R. ististuto Nautico, i giovani: Bari JMonigi di Luca,M.M. Carofiglio Gandino di Giovanni e Gigante Luigi di Vito. Agitazioni e scioperi Come abbiamo annunziato, iermattina, nei locali della Camera del lavoro fu letto agli scioperanti saponieri il regolamento interno istituito dalla Società delle Olierie e Saponerie Meridionali. 11 regolamento fu da tutti approvalo. Intanto, il lavoro non e stato subito ripreso, perche c'è ancora da risolvere una quistione circa l'ammissione o meno di un operaio, per cui ci fu iersora un referendum ira gli scioperanti. Poi che il numero dei votanti non era legale, la votazione fu contestata e sarà ripetuta entro oggi. Ma, a parte qualche dettaglio, si spera delintre tutto in giornata, con un pò di buona volontà. Continua pur sempre lo sciopeio dei metallurgici, pel componimento del quale il Questore comm. Carmarino non tralascia di trattare con gli industriali. Pare, infatti, che si abbiano delle buono speranze. All'Unione Sportiva Sabato 21 corr. alle ore 21 avrà luogo nei locali dell'Unione Sportiva posta in via Abate Giinma 170. una serata schermisi ica data dai giovani dell'associazione e dal loro maestro Francesco Kinaldi. La serata che si prevede brillantissima per la partecipazione di diversi bravi tiratori è a beneficio di una bisognosa famiglia barese. Si.imo sicuri che molti concorreranno a rendeie proficua e più animata la festa delle armi. Il biglietto d'entrata costa lire 1. UH veliero disalberato «lai fortunale dell'altro giorno Nella mattinata di ieri, il Semaforo segnalava alla Capitaneria del porto che un grosso piroscafo rimorchiava un brjgatinogoletta che fortemente danneggiato noll'alberatura e privo di vele era incapace a nav igare. Ecco di che si trattava. 1! piroscafo Tibor, della sociotà Adrìn, di circa oOOO tonnellate, proveniente da JJio de ianeiro, nel Brasile, con un carico di caffè, navigava nell'Adriatico diretto a Trieste. Nel pomeriggio di ieri l'altro, a circa 10 miglia estnordest da Bari avvistava un veliero che navigava, in quel momento, di conserva con esso e lottando contro i marosi che lo sballottavano in ogni senso. Il veljero era il brigantinogoletta Fratelli Srabibrini, del compartimento marittimo di Trapani, di 17d tonnellate di registro, e comandato dal sig. Scalabrini Francesco. 11 brigantino era. carico di B20 tonnellate di cemento, che aveva caricato a Civitavecchia o che doveva trasportare a Venezia. Ad un tratto il comandante del Tibor, sig. Kassich, vide che il /•'. Scalabriin era privo di velo e cogli alberi spezzati; intatti una raffica di vento più violenta delle ultre aveva messo il brigantinogolftta in piena balia dello ondo. Subito, con min bandiera issata su 'di un troncone d'albero, l'equipaggio del veliero si mise a far segnalazioni al 77Itor, chiedendo di essere soccorso e rimorchiato. Infatti il piroscafo si avvicinò allo Scatabrlìù, ma essendo l'operazione di rimorchio re»a difficile dalle condizioni del mare, il veliero dovette gettare parte del carico per facilitarla. In cosi che, come abbiamo sopra detto, il Tibor giungeva ieri mattina presso il nostro porto col bastimento a rimorchio. E abbiamo detto presso il porto, perché il Tibor non. volle entrarvi poi timore, dato il suo tonnellaggio e lo stato del mare, di incagliarsi. Chiese quindi un rimorchiatore adatto, ed allora il comandante del porto cav. Mazzinghi, con la sollecitudine che gli è preghiera, fece approntare il vaporino dell'impresa dei lavori del porto, sul quale s'imbarcò anche il nostromo del porto, per meglio dirigere l'operazione. Oosi il brigantinogoletta fu ancorato presso la banchina della capiteneria mentre il Tibor, dopo avere espletato lei pratiche del caso, ripartiva ier mattina slessa per Trieste. Al paradiso dei profumi Per quanto non largamente sviluppata, pure l'industria della saponeria, profumeria ed affini avrebbe dovuto rispondere più largamente all'appello del Comitato dell'Esposizione. Nessuna delle fabbriche importanti d'Italia ha creduto cimentarsi in questa gara del lavoro, ma la Casa .Bertelli — la cui produzione di prim'ordine tiene vittoriosamente testa alla miglioro produzione straniera — non si è accontentata di apparecchiare una di quello sue fantasinagoriche e principesche vetrine intorno a cui tanti desiderii tendono e si incrociano, ma ha pure voluto che il numero pubblico di ammiratori vedesse in azione qualche macchina delle più caratteristiche e avesse un'idea del come si confezionano da questa Casa i su i più rinomati prodotti. Così assistiamo, fra l'altro, alla fabbricazione dol sapone ,Sapol, dal rattìnamenlo della pasta grezza alla divisione in pezzi timbratura, impaochettaaura o confezione estetica del prodotto. Molto ammirate sono poi lo macchina per la fabbricazione dei profumi, nel qual campo la ditta Bertelli trionfa au che aulle più perfezionato produzioni straniere. Il pellegrinaggio continuo delle belle signoro alla Mostra Bertelli è il più bell'omaggio all'intraprendente Casa milanese, e noi troviamo doveroso ^ tributare sincere parole di lode alla grande ditta Bertelli che; con la sua importante Mostra, tieno alto nell'industria profumiera il nome d'Italia. Un cognato feritore L'altra notte, veniva ricoverato all'Ospedale Consorziale il carrettiere Monno M.ichele di Vito, di anni 30, abitante ia via Massari N. M. Il dott. Ugenti gli riscontrò una feiita da taglio che dal ponte zigomatico di sinistra va a finirò suUn curvilinea, nel mezzo del mento. La ferita interessa la «ute, il connettivo sottocutaneo e pai'te dello strato muscolare della guancia, onde quel sanitario giudicava il Monno guaribile oltre il decimo giorno, salvo complicazioni. Interrogato, il ferito risposti di eb.,ure stato colpito da un suo cognato ool quale era venuto in rissa per lrivoh monove e mezza... A proposito, come ti chiami V — Atkins, signor ispettore.,.. Edoardo Leopoldo Atkins. Va bene. Da il tuo indirizzo all'agente,' e trovati qui domani mattina alle nove e mezza. Atkins, che si credeva diventato ad un tratto, un personaggio molto importante si presentò puntualmente all'ora stabilita, e raggiunse l'Ispettore in cima alla scala. Ah ! sei qui V — disse in tono burbero l'ispettore, che aveva una grande, antipatia per i ragazzi ci si furbi come Edoardo Atkins. — Ieri sera il mio tempo era limitato, e non ho potuto interrogarti a dovere, ma adesso devi dirmi precisamente, chi hai veduto entrare nello studio di Mr. Felix. Dunque lo scrivano é andato via alle cinque V — Si, ma se avete bisogno di lui, eccolo appunto. Infatti, il vecchio Fané saliva in quel momento la scala: teneva in mano un giornale ed aveva il viso pallido e stravolto. — Voi vi chiamati! Fané, nevvero ? — — gli chiese l'ispettore muovendogli incontro. — Suppongo, che sarete informato di ciò che è avvenuto qui ? Ho letto or ora la notizia su questo giornale, — rispose il vecchio bciivano. — Mentre attraverso la strada|ho letto sull'affisso del tclegruh. scrii tu in grandi lettere: misterioso morte, di un notaio e per pura curiosità ho comprato un numero del giornale. Neppure cent'anni avrei immaginato che si trattasse del mio principale. Questa lino improvvisa, tivi. La disgrazia di un muratore Iermattina, alle ore 10,20, veniva ric.verato di urgenza al Consorziale il muratore Petruzzolli Mattia fu Luigi di anni 86, abitante in via Piccmni N. 222. Il disgraziato, mentre lavorava ad una fabbrica in via Manzoni. cui attende l'imprenditoro Rotondo Gaetano, fu investito da un tufo caduto dall'alto e che gli causava la frattura completa della tibia destra, all'unione del terzo superiore col 'erzo medio, inoltre una ferita da strappamento alla regione dorsale del piede, interessante i comuni tegumenti. Il dottor Battista, medicò il pò velo muratore, che venne giudicato guaribile nei quaranta giorni, salvo clw sopravvengano delie probabili complicanze. Chi perde e chi trova Domenica, verso mezzogiorno, il sigimi Prezioli Vincenzo, rinvenne nei pressi della Tipografia Alighieri in via Cairoli, due chiavi, elio depositò in questura, ove potrà recarsi a ritirarle chi l'ha smarrii». Piccole note di cronaca Iermattina la sessantenne I'ontrelli Fiorimi fu Antonio, abitau'ein via Dante Alighieri n. 101; fu investita da una bicicletta, e riportò delle confusioni pel corpo giudicate guaribili in cinque giorni, dal dott. Ugonti della P. A. — Puro ieri, il ragazzo De Molo Etnilio fu Enrico, di anni 10, apprendala tipografo, abitante in via Kavanas n. 'M mentre si bagnava urtò col piede destro in un sasso tagliente, causandosi una ferita lacera con distacco di un grosso lembo della superficie plantare; alla P. A. il dott. Sciacovelli, che lo medicò lo giudicò guaribile oltre i dieci giorni. — Il brigadiere, Lo.sito arrestò iermat lina tal Lacoppola Filomena fu Giambattista, di anni 7H, da Noicattaro, perché sprovvista di mezzi e recapito. L'altra notte il calzolaio Masaaii Giuseppe di Vincenzo, di anni 18, abitanto in via Nicolai N. 80, fu medicato all'Ospedale, di una ferita da taglio prodottasi disgraziatamente alla mano sinistra e che il dottor Ugenti dell'ospedale giudicò guaribile in dieci giorni. mi ha commosso profondamente. — Sì, molto improvvisa, — osservò l'ispettore in un tono strano. — E quando avete veduto per l'ultima volta Mr. Felix ? — Verso le tre e mezza o poco dopo.Egli venne nello studio e mi mandò da un suo cliente nella City. — Questo lo dovrete ripetere all'inchiesta. Datemi il vostro nomo ed indirizzo; riceverete più tardi una citazione. CAPITOLO XIV. V inchiesta Se un cane vivo vale più di un leone morto, quanto più deve valere un cane che un morto V Questo é apparentemente il principio sul quale si basa l'amministrazione della giustizia in Inghilterra. Se avete un processo per una polizza di carico, o per l'acquisto di un cavallo, avete per giudice un giureconsuto insif ne, un signore distinto, con uno stipenio di cinquemila sterline all'anno. Egli giudica in un edificio fabbricato eppositivamente e la causa viene discussa con grande apparato, per non dire una solonità. Se la questione verte sopra la paga di un cuoco o il conto di un lattaio, saia parimente risalta dinanzi ad uri giudice dotto e beneducato, in un fabbricato speciale p am una procedura corretta e decorosa. Ma se si tratta della morte di ui» suddito di Sua Maestà, la graziosa liegina, il giudice è una porsona rispettabile, eletta da un voto poI polare, che forae ha qualche cognizione giuridica, ma forse non ne ha affatto; ed i giurati sono dodici cittadini, dai quali si richiede soltanto che siano sesso ma sellile ed abbiano molto tempo di..poni bile. La sala d'udienza è genejalmeute una qualche camera in un'osteria, dove i giurati, i testimoni ed il pubblico, stanno gli uni a ridosso degli altri, e dove e impossibile di man'enere quella dignità e quel decoro che conviene ad un tribunale. L'inchiesta sulla morte del notaio lamens Felix, ebbe luogo in una stanza di una grande taverna, in Futter Fano. Tutti erano d'avviso che si trattasse di una semplice formalità, e che il verdetto dei giurati direbbe semplicemente: — Morte accidentale, — Persino l'ispettore Charke... si era quasi persuaso che Mr. Felix avova mandato a prendere la cocaina e ne aveva presa una doì'e tioppo forte, ma occorreva sapere chi gli era andato a prendere quella medicina. Dopo l'esame necroscopico del cadavera prescritto dalla legge, vennero chiamati i testimoni. TI primo che venne escusso in il dottore Macleod. Egli disse, che quando era stato chiamato presso Mr. Felix, aveva subito giudicato che doveva esser morto da qualche ora, ed aveva indicato una doso troppo forte di cocaina quale etuuia della morte. I medici, che avevano fatto l'autopsia avevano con» fermato la sua opinione, ed aggiunto che in una tazza contenente un avanzo di brodo, consegnata dall'ispettore Charl; per l'analisi chimica, nonché in un bicchiere con poche goccie d'acqua, si era' no trovato delle traccio di quel farmaco. Martedì 17 Luglio 1906
CORRIERE DELLE PUGLIE — Da una caduta, iì muratore quindicenne Volpicella Francesco di Francesco, abitante in via Manzoni N. 9, riportava ieri, contusioni con ferita lacero contusa alia regione tonare della inano destra ed al viso, guaribili oltre i dieci giorni a gìud zio del dottor Ugenti dell'Obpedale Consorziale. Il Dott. Arturo Nepi trovasi asaeute da Bari fino al giorno 20 prossimo. Per 40 centesimi possono acqnistarói presso il Sig. Francesco Sorrentino le splendide calze per uomo senza cucitura. Tipo veramente meraviglioso nei colori nero, avana, grigioperla. Eccezionale risultato ! Assortimento estesiasimo 'in calze finissimo di filo di scozia e seta per uomo e per Signora; La Moda del Giorno Camicette di Lino ricamate, molto Eleganti e prattiche da L. 7,90 a L. 12,75 presso la premiata Casa di Biancheria Giuseppe Borea. Alla Pubblica Assistenza Ecco il servizio di poliambulanza com1 di&Uibnito per oggi; Medicina dalle 8 alle 10. Chinirgia dalle 10 alle 12. Ostetricia circlecopyrt ginecologia dalle 10 alle •Malattie della pelle dalle 12 alle 13. Guardia ostetrica: di giorno Bollasi, di notte Laoerenza. Gabinetto per analisi chimico miciosco piche diretto dal dott. Tanzarella dalle alle 12. Gola, naso, orecchio dalle 13 alle 14. Elettroterapia dalle 15 alle 16. Guardia medica dalle ore 8 alle 20 ì dottori Ugenti, Sciacovelli e Positano. X dottori Duranti e Lucciola daranno consultazioni gratuite nei locali della Pubblica Assistenza agli ammalati d'occhi poveri, nei giorni di martedì, giovedì ft sabato dalle 1"<!1'.>. Corriere Teatrale Al De Oiosa Domani sera, al simpatico politeama, inizierà un corso di rappreselilazioni la compagnia dialettale MoiPttiFumoSangio vanni. La compagnia, che già altro volte ha appio al De Giosa. vi torna arricchita di nuovi elementi, ira i quali l'Andriseui, la Pappalardo, la Bonnito e la brava c»nsonettista Ester Bianchi. Domani «era t>i darà la brillantissima commedia in 'à atti Na guerra in famiglia, cui. farà seguito un gran Caffè chantanh. Corriere Giudiziario commessi col Tambumni e in parte imputati a lui in particolare. Presiederà il dibattimento il gonerale Goggia. Sosterrà l'accusa l'avvocato lìscale marchese Ivrea. 11 capitano Tamburini sarà difeso dall'avv. Oreste Boriino: il capitano Mosselli dall'avv. Francesco Tarugi. Stato Civile del 16 Luglio 1906 MATRIMON l Amoruso Angelo di a. 30, scalpellino, con Sciacovelli Donata di a 27. Nocera Ernesto di a. 'Jl, meccanico, con Traversa Donata di a. 2'i. Franco Nicola di a. 2'1. giornal.iio. con Loseto Filomena di a. 21. Cortigiano Ginseppe dia. 25, vottr.iii.o, con Caputi Maria di a. 2:5. Guerra Giuseppe di a. tì!>, marinaio, con Tamma Caterina di a. 50. NATI Favia Maria di Nicola Luiti Giù seppe di Michele — Minuuzzi Lucia di V'ito — De Caro Giuseppe di Vito Michele — De Santis Giuseppe di Francesec — Gentile Francosca di Mariano — Papio Federico di Arturo Di Fonte Camillo di Luigi — Capri Lorenzo di Giuseppe — Franco Francesco di Teodosio — De Lauro Amelia di Luigi — Fraddosio Consiglia di Giuseppe Pisciasole Giacomo di Saverio — Fanelli Nicola di Giacomo. MORTI Polibeuo Vittoria di Tommaso di m. 1, eclampsia — Koglieri Vincenzo di Angelantonio di ni. 2, eclampsia — Belto Pasquale di Pietro di a. 1. eclampsia — De Benedictis Teresa di Vito di m. 10, bronco polmonita — Marzano Michele di Giuseppe di m. 18, tabe intestuiale — De Giglio Rosa fu Nicola di a. 28, paralisi cardiaca. ORARIO DELLE FERROVIE Linea di Foggia Partenze per Foggia ore 5,3 — Per Bolosrna ore. 9,13 — Per Castellammare ore 13,25 — Per Foggia ore 16,53 — Per Bologna ore 19,26. Arrivi da Barletta ore 8 — Da Bologna oro 8,52 — Da Foggia ore 12,38 — Da Ca..t'llanimare oro 14,45 — Da Foggia ore 17:òò — Da Bologna ore 19,52.Linea di Lecce l'arienze ore '1,55, 9,5, 14,55 e 20,2. Ai rivi da Lecce ore 9,5, 13, 16,33 o l'),12. Linea di Taratilo Partenze per Taranto ore 5, 9,20 o lt!,5— Per Gioia 18,10. Arrivi da Taranto ore 12,35, 16,13, 19,16— Da Gioia 8,35. Linea BariLocorotondo Partenze per Locorolondo ore h,6, 0,3tf, 12,26, 16,21. Per Putignano 20,7. Arrivi da Lacorotondo ore 8,2<, 10 5't, 16.57, 18,39. Da Putignano 7,35. Partenze da Bari (tronco MuiigivaccaPutignano; ore 5,38, 9,25, 12,12,15,38, 20,17. Amvi ore 7,45, 8,37, 12,13, 16,38, 18,o7. Tramvia BariBarletta Partenze da Barkore 5,46.8,50,12,,'», 15.27, 1 Arrivi a Bari: ore 8.10, 11,01, 11.06, 18.24, 21 44. " Partenze da Barletta: ore 5,10,8,22, 10,25, °ÀITÌVÌ'a Barletta: ore 9,17, 1130, 18,57, 21.44. 16,00, ORA (per telegrafo e per telefono al Corriere delle Puglie) l!orlc (P Amine di Bari Udienza del Iti luglio H tentato veneficio al cav. Netti I/udienza si apre alle 10. Continua nella sua arringa 1 avv. Ratf».rle Bovio, che cessa di parlare alle 15,30. Kgli sostiene che il Colacicco deve rispondere di danneggiamelo e non di tentato vouelicio, dimostrando che il solfalo di rame ,anche preso a forti dosi non pie luce effetti letali. Indi il presidente fa il suo riassunto, cho al solito riesce chiaro, imparziale e sindetico. J giurati si ritirano nella sala delle drliberazioni ed emettono il seguente: Verdetto thè accogliendo pienamente la tesi difeiioìvadell'avv. Lorusso Attoma, dichiari Maria Luigia Pelrandolfi innocente ih» reati di tentato e mance to venefìcio, di furto e di ricettazione, ritenendola •colpevole solo di minacce ed ingiurie al ca\. Luigi Netti, accordando le circostanze attenuanti: accogliendo poi in parte le tesi degli avvocati Raffaele « Scipione Bovio, dichiara innocenti da qualsiasi colpa Gaetaim t'rtinpagimolo e firaiìceiuo Cotacicio: o dichiara Nicola Colacicco colpevole <H lesione commesba con sostanza veneti a i! con premedit izione in danno del t.iv. Luigi Netti e famiglia; colpevole di fiuto di oggetti d'oro, brillanti e biancherìa con l'aggravante dell'abuso di fiducia,» di avere, usata una chiave vera che ura in suo possesso. La sentenza In seguito a tale verdetto il presidente il ,t,luara assoluti (lattano Campagnuolo e Francesco Colacicco e ne ordina l'iunnedmta scarcerazione. Dichiara poi assoluta Maria Luigia l'ctranai>l/i per i reati di tentato veneficio, furio e ricettazione. I.'CI/A. Ferrara della, P. C. chiede una lìberanza di lire 3000 in danno del Colaciac o. Il P. M, si rimette nell'applicazione tlella pena a quella misura che la Corte crederà. l.'arv. Lontano Attoma si rimetto alla giubtizia della Corte. L'aro. Raffaele Bovio chiede che le due qualifiche aggravanti del furto siano compreso in una, che la Corte in generale parta dal minimo della pena, ed infine che sia accordata a Colacicco la li'jertà provvisoria. La Carle condanna Colacicco Nicola alla pena della rcc/nsiiivp per a ani X e meni •**, ad una liberanza di lire 1CKX) o pene accessorie: condanna Maria Luigia Petrondolfi alla pena della reclusione per mesi t, giorni •> e 116 lire di multa. La Petrandolfi è quindi ìimesua in libertà. L'udienza si toglie alle '22,30. Il III processo Modugno ROMA IH. 'M.l Oggi è giunto i" Ca .bai''>ii" 1" incartamento del procedo Modug I'J. Dopo la requiailoria del Procuratore Generale, la Cahsazioue in Camera di Consiglio emetterà la unteiiza, che potrà aversi fra una decina di giorni. Il processo dei capitani Tamburini e Morselli MILANO 16. — Come {?ià vi ho teleSi "'ito, il giorno '23 corrente sarà chianMt.i avanti il Tribunale militate di Milano la causa contro il capitano contabile Ett"re Tamburini del titì reggimento fantfii.i, del cui arresto è ancora vivo ilij.M>ido perché in seguito ad esso si suici'lnva buttandosi dal terzo piano la moglie di lui, una distinta signora di Lecce abbandonando tre figli, dei quali il maggiore, una bambina, non ha che tredici anni. L'imputazione fatta al capitano Tarnbini ai è di falbo e prevaricazione per esspini appropriate somme del reggimento per l'ammontare di circa settemila lire, falsificando dei documenti per giustificare gli ammanchi di cassa. Con lui è imputato il capitano Silvio Morselli, già tenonte contabile al 66. fanteria, il quale deve riapoudertì di reati analoghi iu paito I>» Roma Koniii 10 Per le cantine sociali iM.) 11 ministero di Agricoltura nello intento di promuovere la creazione e lo sviluppo di Cantine sociali con una circolare richiamava l'attenzione delle autorità sulla opportunità di favorire la costituzione di tali società enologiohe. Come, sapete, con la legge 11 luglio 1001, concernente i provvednnonti in favore dell" enologia nazionale, vennero stanziate 700 mila lire da erogarsi in sussidi alle migliori cantine. Nel primo concorso latto non si ebbero risultati molto soddisfacenti; ma tu constatato che dello 55 associazioni elio prosontarono domanda, 31 appartengono all'alta Italia, 12 all'Italia centralo, e solo 0 al Mezzogiorno e 3 alla Sicilia. Esaminato le domande pervenute in rapporto alle disposizioni di logge, furono concossi sussidi per 213 mila lire Catania 16. — Elezione politica del primo collegio: proclamato eletto deputato l'avvocato Gabriello Carnazza con voti 1752. X>oill» èstero RUSSIA Scioperi ed assassini Parigi 16. — (A. S.) I giornali hanno da Pietroburgo: Lo sciopero dell'industria della nafta assume grandi proporzioni. I padroni si rifiutano di aderire alla maggior parte delle domande degli scioperanti. II direttore, gerente delle officine della nafta, Bicheleiback, fu assassinato. Secondo dispacci da Nicolaiefi un rappresentante della raffineria di zucchero di Nicolaieff fu aggredito ieri mentre si recava alla banca da alcuni individui che lo derubarono di trentamila rubli. Un ladio fu arrestato un altro fu ucciso dai soldati ma gli altri poterono fuggire. FRANCIA Le guarnigioni di Dreyfus e Piquart Parigi 16. — (A. S.) 11 ministro della guerra ha deliberato di destinare Dreyfus al becondo reggimento di artiglieria a Vincennes. Piquart probabilmente assumerà un comando alla dipendenza del governatore militare di Parigi. STATI UNITI II conflitto fra Guatemala e San Salvador Washinaton 16. — (A. S.) San Salvador e il Guatemala accettano i buoni uffici degli Stati Uniti nel loro conflitto. New York 16. — Si ha da San Salvador che i Salvadoriani avrebbero perduto duemila uomini. complessive, e cioi* lire 167,500 a 28 Società dell'alta Italia; lire 22,500 a 8 associazioni dell'Italia centrale; lire 26,000 a due sociotà del Mezzogiorno; e lire 27,000 a 3 società della Sicilia. Come si vede, dati questi risultati, delle 700 mila lire resta ancora un largo margine; e fra le domande presentate tìn'ora vi sono quello della cantina sociale di Manduria, per la provincia di Lecco e della società dei viticultori di Sansevero per la provincia di Foggia. Al ministero d'Agricoltura consta che il consorzio Agrario di Buffano (Lecce) e altri agricoltori si adoperano per impiantare cantine sociali e concorrere ai premi, come fanno Oitanova, Andria e Spongano. Il trattato italoegiziano La Tribuna ha da Alessandra d'Egitto che ieri sera venne firmata la convenzione commerciale con l'Italia. Le trattative correvano già da due anni; esso è modellato sul trattato francoegiziano, e stipulato sulla base della clausola della nazione più favorita. Si conferma il dazio unico dell'8 per conto ad calorem per le importazioni in Egitto, ad eccezione di alcune voci che non interessano il commercio italiano in Egitto. E' regolata completamente tutta la materia delle operazioni doganali negli scali egiziani e si stabilirà la libertà di pesca nelle acque rispettive. Un'intervista con fon. Abbruzzese II fascicolo che si pubblicherà domani della Rìri.sla Agricola, dirotta dal nostro ottinio collega cav. Cortina, reca un'intervista avuta con l'onor. Abbruzzose a proposito del suo discorso alla Camera sui provvedimenti pel Mezzogiorno, discorso già pubblicato dal nostro Corriere. L'intervista è interessatilo, e noi commenti si fa un grande omaggio all'azione dell'on. Abbruzzese, iu favore dell'agricoltura pugliese. Il congresso dei magistrati e l'on. GalJo II ministro di Grazia e giustizia onor. Gallo ha ricevuto opjf;i i rappresentanti del comitato ordinatore dol primo Coligrosso doi magistrati. L'accoglienza è stata e/jrdial issili». ; e già il ministro guardasigilli aveva ricevuto un memorandum in cui era dotto lo scopo. L'ou. Gallo si ò trattenuto coi magistrati più di uii'oia, e ha detto loro di voler presentiire in Parlamento duo disegni di legge, uno riguardante il porsomilo, <> l'altro un'organica riforma dell'ordinamento giudiziario. (Quest'ultimo progetto coincide con i temi che saranno svolti nel congresso. L altro mira a migliorare lo condizioni economiche. Circa la data del Congresso non è stata presa ancora nessuna deliberazione, ma si erodo elio esso possa a\er luogo nella prima prossima metà di gennaio. I sussidii per la malaria In ordine alla concisioni) doi auo.sid per diminuirò le cause della malaria, l'on. Giolitti, di accordo con l'on, Mastimini, ha diramato una circolare nell quale è detto che i sussidi sono concessi: 1. ai comuni più gravemente colpit dalla malaria, che abbiano sostenuto delle spese non obbligatorie per rassicurare la distribuzione del chinino allo scopo preventivo e curativo; 2. ai comuni che abbiano fatta la cani paglia antimalarica pei assistere e curare specialmente quelli luoii l'abitato, si compensando un apposito personale me dico, sia come compenso per speciale prestazione di cura: '5, ai comuni che pur non avendo del le zone dichiatate infette da malaria abbiano somministrato a loro speso de. chinino agli abitanti del loro luogo quali abbiano contratto o sieno por con trarre altrove delle infezioni malariche 1. ad istituti di beneficenza che prov vedano alle cure antimalariehe. Le domande di sussidio a mozzo de prefetti debbono ossore inviate al mini stero dell'Interno, <:bo le invierà a quel le. delle Finanze, per le definiti* e deliba i Fallières a Milano L'incontro con i Sovrani I giornali francesi confermano che il Presidente della Repubblica Armando Fallières si recherà in Italia per visitarvi i Sovrani e l'Esposizione di Milano. II Giornale d'Italia ha da Parigi "che la notizia sembra per lo meno prematura Tuttavia Fallières pare voglia assecondare il desiderio di varie personalità politiche e industriali che varrebbero la presenza del Presidente a Milano, por consacrare il concorso della Francia all'Esposizione. Questo viaggio non avrebbe affatto carattere politico; e Fallières non visiterebbe Roma, ma Milano, ove s'incontrerebbe con i nostri Sovrani. La visita verrebbe noi prossimo ottolr,.1. Il Senato ed il sindaco di Milano Fra il sindaco di Milano marchese Ponti ed il Presidente del Senato on. Canonico vi è stato un cortese scambio di dispacci, per il vote emesso dal Senato sabato scorso, su proposta dol son. Serena, per la splendida riuscita dell'Esposizione di Milano. Il ritorno del Duca degli Abruzzi II Duca rubato del cronometro II Giornale d'Italia ha da Eutebbe lUgandaì un telegramma in cui è detta che l'avanguardia della spedizione del Duca degli Abruzzi ha fatto ritorno dal Ruwenzori ed è giunta ad Eutebbe, annunziando che precede il grosso della carovana di un centinaio di chilometri. La carovana procede meno speditamente, a causa dei pesi degli attentamenti e del vettovagliamento. Il Duca degli Abruzzi rientrerà ad Eutebbe fra qualche giorno; e già gli si preparano solenni ricevimenti e feste. 98 II comandante Cagni, a causa della malattia che lo fece stare indietro di .H) giorni non fece a tempo per prender parte all'ascensione delle tre vette del Ruwenzori. Voleva tentarla da solo con la guida e con la scorta assegnatagli. Nef primi giorni della spedizione il Juca degli Abruzzi dovè constatare la sparizione di un cronometro di oro, che ;li era particolarmente caro. Pare gli sia stato rubato da qualche persona addetta alla fatica. Si parla di una rivoluzione che scoppierebbe nell'Uganda. Il maggiore inglese Iucarab, messo dal governo inglese a disposizione del Duca, ia detto che gli indigeni prenderanno le armi. Però, la ribellione avverrebbe verso settembre o ottobre, quando cioè non vi ara più alcun italiano nell'Uganda. Il Re al Museo Nazionale 11 Re per la collezione del Museo Razionalo Romano ha donato parecchi oggetti antichi, ultimamente trovati negli scavi a Castelporziano. Per la ferma dei carabinieri E' nota la contestazione l'alia in Sonato dall'on. Giolitti al ministro della guerra generale Viganò, che ammnziava lo studio per ridurrò la ferma dei carabinieri da 5 a o anni. Il generale Sani, intervistato, si è mostrato contrario alla riduzione della terma, come si dimostrò contiario quando essa da 8 fu portata a 5 anni. Anche il generale Sismondi ex comandante generalo dell'arma dei carabinieri, senza mostrarsi assolutamelo contrario, la ritiene dannosa per il corpo. Ritiene ancora che vi saranno serie difficoltà per le fermo dei carabinieri .se per gli arruolamenti «on si studia un metodo meno stridente di quello che vi è ora fra la ferma dei carabinieri, e quella dei soldati; e vi si potrebbe riparare con provvedimenti economici, fatti d'intesa dal ministro della Guerra con quello delle Finanze. Questi provvedimenti consisterebbero nel concedere un soprassoldo ai carabinieri dopo un triennio. Per gli orfani degl'insegnanti primari Per l'articolo 'JU della legge, Orlando i maestri e le maestre rilasciavano ogni anno una giornata di stipendio per il fondo da destinarsi all'educazione degli orfani degli insegnanti primari. La prima rata rilasciata in fobbraio, ha dato complessivamente 100 mila lire. Siccome lo stesso articolo 2!) impone ni Governo la presentazione di un progetto di legge per l'erogazione di qu»=to tondo, l'on. Fusinato ha disposto che il disegno sia composto sulla base dei desiderata della classe, che si pronunziò nel congresso di Cagliari, consigliando la creazione di un istituto speciale, come quelli di Anagni e di Assisi, e la creazione di speciali borse di studio. Dairitnlia Le elezioni di Guastalla e Catania Reggio Emilia 16. — (A. S.ì Elezione politica del collegio di Guastalla: Votazione di ballottaggio; Risultato definitivo; Isoritti (ÌP88. Votanti (>289, Srchel 'M22, Beltramelli 2044, mille 85, contestate :i8, bianche 28, disperse '2. Eletto Siyhcl con voti 31J ! Direttore Prop MARTINO CASSANO Gerente responsabile, LEONARDO MORISCO O.CHINfl 8icoST (SORGENTE ANGELICA)' .ACQUA MINERALE DA TAVOLAj AVVISO Avendo constatato che ìa mia Maica Chianti Valle d' oro, da mo immaginata fino dall'anno 1861 per mia 1* Marca, è stata da tutti pressoché adottata, sono venuto nella determinazione di creare una nuova la Marca denominandola < Chianti Campionato Toscano >, avendola depositata col già acquisto iìrevetto presso il II. Governo affinchè non venga anch' ossa di dominio pubblico. Non sarei ricorso a questo se tutti coloro che si sono valsi della Marca Valle d' oro, avessero spediti Vini di ia qualità ma avendo constatato che sotto tal nome è anche stato venduto vini scadenti, ho creduto per il decoro della Mia Ditta rinnovare con nome nuovo la mia 1J Marca, fiducioso ottenere dalla mia Fedele clientela la preferenza. Colgo l'occasione per presentare a tutti i miei vecchi Clienti ed a tutti coloro che vorranno onorarmi i miei più,sentiti ringraziamenti. ANTONIO B1LLI. Rappresentante in Bari LABINDO ROSSI Continua per pochi giorni ancora 131 Circolare N. 22. PRESTITO BARLETTA 1870 La I) tta Caldarazzo e C.1 di Bari, via Abate Glmnia 59, previene la sua clientela che dinanzi la Commissione Eeale in Roma, nell'adunanza del 7 Luglio, venne conchiuso il riscatto del Prestito, in base del quale, ogni cartella non rimborsata incasserà Lire oti,00 e le rimborsate Lire 18,30 non appena espletate le relative pratiche. AH' oggetto, assumo l" obbligo di eseguire 1' incasso per tutti quei possessori che volessero affidare i rispettivi titoli, adempiendo a quelle formalità olio s" imporanno dal regolamento, assicurandone il ricupero noi p.ù breve tempo di quello elio .sarebbe loro necessario, a mito condizioni. 8' incarica puro del cambio ton altri l'reotiti, o titoli di Credito od ni linoni di Cassa a scadenza, con l'annuo interesso dol '1 " „ netto di ogni imposta. IAI Direzione. 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LA i'Ab.':A U XiTAiTX DALLE^oìiìTÒ Ì^TLLE 15 Ifi. Martedì 17 Luglio 1906
CORRIERE DELLE PUGLIE ANNO XX BARI: Corso Vittorio Emanitele, 102 (Conto corrente con la posta) NUM. 196 ABBONAMENTO: IN ITALIA: Anno L. 16 — Semestre L. 8 — Trimestre L. 4 — ALL'ESTERO: Anno L. 35 — Semestre L. 20 Trimestre L. IO. — Gli Abbonamenti si ricevono presso l'Amministrazione del Giornale in Bari e presso tutti gli Uffici postali del Regno — Pagamento anticipato — Un numero, Cent. Cf — Arretrato, Cent. IO. Le Inserzioni linea o spazio del gerente TARIFFA: Prezzi pet iornale, prima della firma Pagamento anticipato. REGIA DNPTARIGA Società Anonima DI LINEE SETTIMANALI Bari Marsiglia Valenza Linea A Da Valenza, Marsiglia e scali ANDRASSY ì Lugl.906 MAT. KIRALY 9 » » RAKOCZY Hi » > IED. SANDOR 28 > > KASSA 30 • > Da Trieste e Fiume EASSA 4 Lugl.906 ANDRASSY 11 » . . KIRALY 18 » » 25KAKOCZY per Messina, Reggio Calab., Riposto, Catania, Palermo,Napoli, Genova, P. Maurizio , Marsiglia , Barcellona e Valenza, ZRINTI SZAPARY SZ. LASZLO 22 4RPAR 29 Linea B Da Fiume e Trieste 8 Lugl. 906 15 » per Catania, Malta, Reggio Cai., Messina, Napoli, Nizza e Marsiglia il. C. DE FREIT9S 8 C. Da Rotisrdam e Amhurgo .per Rofterdam, Am.burgo, Brenta e staPER(lAMONi"3/lóLug.t)06/zioni interne sul 'lìeno e sull'Elba ''!»/:U » » \icon trasb. aEot;lerdain od Ambii l'RO. ROMA Per schiarimenti BU noli ed altro rivolgersi in Bari all'agente Gene rale per le Puglie, Signor T1TO DI L. AICAKD1 Le notizie del giorno L'amnistia in Francia. Il nuovo Parlamento trancese è sorto dalle urne di sorpresa. Nessuno aspettava che lo spirito repubblicano riportasse una vittoria tanto grande. L'audacia dei precedenti Governi nella questione tra Chiesa e Stato avevano ispirata una grande fiducia al partito moderato e clericale. Quello nazionalista nelle manifestazioni esplicatesi presso le chiese e conventi aveva attinto speranza di poter moltiplicare le fila dei suoi rappresentanti antirepubblicani al Parlamento. Il partito cosidetto progressista o radicale all'acqua di rose, e repubblicano più per opportunismo che per convinzione sperò pure di rafforzarsi con le nuove elezioni. La piattaforma antirepubblicana aveva molti argomenti contro il Governo: la rottura del concordato con Roma; la poca fermezza apparente dimostrata dalla Francia verso la Germania riguardo al Marocco; la revisione del processo Dreyfus ed infine la debolezza stessa del Ministero successo al Rouvier. La situazione doveva sembrare abbastanza critica al Governo ed ai fautori delle istituzioni repubblicane. Infatti gli organi di questo partito lasciavano trasparire fra le righe il timore di una vittoria assai debole sugli avversarii. Nel tempo che precedeva e si può dire anche durante, le elezioni gli scoperi affliggevano la Francia assumendo attitudini piuttosto rivoluzionarie che di rivendicazione economica. Il disastro di Courrières aveva inveleniti gli animi. In tanto frangente il Governo si appigliò ad un partito disperato, punsó — o piuttosto vi fu chi per esso vi pensò — adgun complotto. « La Repubblica è in pericolo » fu la piattaforma elettorale dei repubblicani puri e dei socialisti altrettanto puri e di quelli più o meno radicali II timore di un pericolo sconosciuto ignoto e forse perciò più temibile, ope ro miracoli sulla squisitamente sensibile e suscettibile anima gallica. Occorreva salvare la Kepubblca e la .Repubblica fu salvata ! I) famoso blocco alla Couibes uscì vittorioso dalle urne contro nazio naliati, clericali e moderati progresaist o repubblicani tiepidi. Sorpreso pili degli avversari dalla vit toria, il Miniatelo "assai intimorito dai fastidii che La nuova maggioranza socia lista avrebbe arrecato al Governo col cercare di realizzare lo teorie lassaliane, markxiste e simili, pensò a riruettorsi in equilibrio. Ai processi da farsi agli au tori dei complotti non si pausò die nel senso di annullarli. Jaurea e Clemeucear attrassero per un momento con la Uno eloquenza il pubblico _ appassionandolo. Credere al pericolo nazionalista dopo la grande vittoria repubblicana avrebbe significato rendersi ridicoli. Perciò s pensò all'amnistia combattuta, et polir cause dagli stessi nazionalisti. La grazia indulgente colpisce tutti: nazionalisti i socialisti^ fautori di scioperi, di disordi ni economici e politici. La piaga dell'analfabetismo E' questa la piaga che, specialmente nell'ultimo periodo delle discussioni alla Camera, è stata messa in rilievo: è questa la piaga, che avrebbe bisogno di cura energica e ol lecita perché non allarghi ancora i disastri dell'ignoranza. Noi della nostra provincia, che pure crediamo in certo modo evoluta, noi dovremmo meglio calcolare il basso livello della coltura intellettuale nella massa popolare ed attribuire ad esso, più che ad altro, la deficienza di quella pubblica educazione, che non argina risultati dolorosi nella vita economica e sociale. E mentre aspiriamo a più largo ordinamento della istruzione elementare, trasandiamo di avvertire che anche quello attuale o è trascurato o in minima parte applicato. Certo leggi e regolamenti vi sono sulla istruzione obbligatoria e certo è pure che uno slancio maggiore potrebbe essere dato ad Asili d'infanzia o ad istituti simili. Invece da una relazione del com. Ravà, che funziona da direttore generale per l'istruzione primaria e popolare, se si può dedurre per le ultime statistiche, che un certo progresso si è avuto in Italia per questa istruzione, non è però confortante e per la sua lentezza e per la volenterosità dei Municipi all'applicazione energica e pronta delie prescrizioni sulla istruzione obbligatoria. Il corniti, Ravà attribuisce la responsabilità di queste condizioni ai Municipi. Ed avverte intatti che, eccezione fatta di una piccola ed eletta schiera di Municipi, consci dei loro doveri verso l'educazione popolare, i quali si sono sobbarcati alle cure ed alle spese, che richiedono; eccezione fatta di alcuni altri, nei quali pur troppo le circostanze locali ('povertà del bilancio, lotte di partito) ritardano ed ostacolano il buon volere di chi è preposto a COHÌ grave compito; la colpa principale risale ai Comuni stessi che non eseguendo con precisione ed esattezza la coscrizione scolastica non adoppiando le classi troppo affollate, non provvedendo ai locali, ed ai materiali didattici, non favorendo l'apertura delle .scuole facoltative e l'opera provvida dei patronati scolastici, male adempiono agli alti e nobili doveri che loro spettano. Nò meno notevole è d'altra parte l'abitudine e la incoscienza dei genitori, che preferiscono dedicare i loro figli anche in tenera età, specialmente nei comuni rurali e nelle campagne, al lavoro, rendendoli estranei ad ogni coltura intellettuale. I patronati, che s'iniziarono rei 1897, sono rimasti negletti, inefficaci o contrastati. L'azione benefica poi degli Asili d'infanzia è troppo limitata e per il numero veramente esiguo di detti asili—specialmente nell'Italia dal Mezzogiorno—e per la deficienza dell'ordinamento didattico e della coltura delle insegnanti. Al diffondersi della coltura, osserva la relazione, cooperano efficacemente le scuole private, tanto laiche quanto confessionali, le quali alle pubbliche cercano di avvicinarsi quanto più possono e nei programmi e nella scelta ' dei libri di testo: ma, perché da questi Istituti si ritragga tutto quel bene che é lecito di domandar loro, conviene da parte del Governo una più attiva ed illuminata opera di sorveglianza. Queste dolorose condizioni delia istruzione primaria reclamano pronti ed adatti rimedi e il coinm. Ravà ne riassume così i più efficaci: far funzionare largamente l'istituzione della refezione scolastica — sol da limitatissimo numero di Municipi adottata—promuovere l'apertura di asili e di scuole facoltative; provvedere al miglioramento degli edifìci, dei materiali scolastici e delle condizioni economi che degli insegnanti. A questi provvedimenti d' ordine particolare, è uopo aggiungerne alcuni di indole generale, quali quello di porre l'Amministrazione scolastica provinciale in condizioni di poter meglio funzionare e quello di fornire agli alunni ima più acconcia pratica, ed illuminata istriiKÌ ne, per formare dei giovanotti ben addestrali nell'uso pratico (iella lin gua e del conteggio, non ignari delle cognizioni più necessario della vita, e ciò con utili riforme nei programmi e pratici miglioramenti nell'organismo scolastico. Parecchi municipi della nostra provincia dovrebbero ormai ispirarsi a queste esortazioni, le quali leu dono alla soluzione di uno dei pii gi*avi problemi che la civiltà edu o.ativa ed anche economica impone co a tanta insistenza. Uomini e Cose Uno strano viaggiatore. Un giornale mondano narra sulla fede di un suo corrispondente viaggiante la seguente scena in un albergo di Ostenda: Erano quasi le 11 di sera, quando nel'albergo entrò un signore alto, rigido, il quale con brevi frasi rilevanti la «uà qualità di inglese puro sangue, chiese una camera. Il cameriere che lo aveva accompagnato, prima di ritirarsi, gli domandò se desiderava qualche cosa. — Si, cavarmi scarpe, soprabito subito. — Eccomi, signore. — Non voi, ma padrone, subito.... — Ma.... — Non voi, padrone ho detto !... Il cameriere non insistette di più, e sorridendo corse dal proprietario dell'albergo e gli riferì la strana richiesta. — Ma digli che è matto! — esclamò il proprietario. — Se non vuole te, mandagli un altro, del resto, si accomodi. Il cameriere mandò un collega, ma lo nglcse andò su tutte le furio. — Voglio padrone ! — continuava a gridare a voce alta. Siccome già qualche altro viaggiatore si era affacciato nel corridoio, attratto dal rumore, il padrone si decise a salire per invitare lo strano ospite a quietarsi. Ma appena l'inglese lo vide, esclamò: — Oh ! bravo, voi: incominciato cavarmi scarpe. Per non irritarlo vieppiù, il pioprieario gli rispose pacatamente: — Ma sa il signore che io non presto miei servizi personali a meno di mille ire ? — Ebbene, io accettato. Eccovi mille ire: incominciate cavarmi scarpe. E con un nobile e disdegnoso gesto consegnò la somma. Non c'era da replicare; e il proprietario, in presenza dei camerieri, si accinse al lavoro. Incominciò coll'afferrare la scarpa sinistra. Tira, tira Ma non c'era verso di muoverla; pareva inchiodata ! — Ancora di più ! — continuava a gridare l'inglese. E l'albergatore continuava a tirare. Finalmente dopo cinque minuti di inutili fatiche, in un ultimo sforzo si sente uno scricchiolio, e.... poco mancò che il povero albergatore non andasse a gambe ovato tenendo in mano non solo la scarda, ma addirittura una mezza gamba meccanica del viaggiatore ! — Ed ora all'altra ! — esclamò l'inglese. — Come, anche l'altra V — Tutti due gelate nell'Alaska ! Tirate! E l'albergatore tirò ed.... estrasse anche l'altra mezza gamba ! — Ed ora slacciatemi braccio sinistro ! — Eh ? — esclamò il povero albergatore quasi istupidito. — Siete senza braccia anche ? — Tirate: io aver fretta dormire ! E 1' albergatore dovette slacciare il braccio sinistro, tra lo stupore dei carnerieiie di alcuni altri viaggiatori accorsi. — lìd ora devo slacciarvi anche l'altro braccio? — domandò timidamente; l'oste. — No, prima altro più importante. Toglietemi parrucca ! L'albergatore esegui, ed una lucida palla da bigliardo apparve agli occhi degli astanti. — Adesso, afferrate orecchie piano piano e svitatemi testa ! A questo nuovo inatteso invito il povero albergatore fu vinto da un indicibile senso di sgomento; indietreggiò come spaurito e per poco non cadde svenuto nelle braccia dei camerieri esterrefatti ! Soltanto allora l'inglese scoppiò in una clamorosa risata, felicissimo dello sgomento prodotto negli spettatori. — Ah ! Ah ! Io divertirmi molto, riso n.ollo: ali ! ah ! ah ! Ed ora mettetemi letto. E i camerieri lo misero nel letto, ove si addormentò su contento come una Pasqua ! Le donne che fumano. I giordalidi NewYork segnalano l'aumento delle donne fumataci nell'America del Nord. II tabacco, sciivono, è da qualche tempo diventato un'abitudine favorita dal boi sesso. E le signorine e le signore, non bolo fumano IH sigaretta e certi sigari con «rande ^oluttà, ina anche la pipa. E' vero che le pipe in voga in certi salotti un po' Decentrici àalì'Higlilif'e non hanno nulla a che fare coi soliti fornelli alla nicotina; sono più che altro gingilli, ninnoli cerchiati d'oro e d'argento; ma il fatto è cho dentro ìioit vi si stipa, non vi si brucia meno tabacco che nello pipe comuni, per quanto il tabacco sia fino, biondo, proiumato e venga dallo più remote plaghe d'Oriente. Non è raro, nei rcstaitraii's il vedere le signore della miglioro bocietà accendere una sigaretta al momento iu cui si serve il catte e filmare colla più dolce beatitudine. ìsello case particolari pure le donne fumano, tra ì loro convitati, fior di sigari, senza cagionare il menomo stupore. Nei costumi inglesi tutto ciò costituisco certo una rivoluziono. Soltanto pochi anni or sono nos.una lady, nessuna miss avrebbe osato fumare in pubblico, ed il numero di (incile che fumavano nei loro gabinetti era assai ristretto. * Pìccola posta Marchesa di Marigny — E non sapete che fare eli quelle domande significa mostrare tutta l'intima miseria morale V L. V. A. — Ne ho pubblicato un'altra. La terza non va ; ha bisogno di uà maggior lavoro di lima, Toni passe — Se aveste letto il Corriere di ieri, avreste visto e notato l'ottimo bei vizio. Che v'ho da fare io V Kautilus — Non dispiacetevi cosi facilmonte. Dopo la tempesta vien sempre il sereno. Specie ora che siamo in estato, che diamine ! Souu di Guido Menasci: MATTINO DI LUGLIO Quanta porpora s'effondo dal bercilo ciolo al mare, su la pia pace dell'onde, sopra l'onde, lunghe e chiare ! Nel fulgor crepuscolaie paion l'acque più froi'onde. Quanta porpora s'effonde dal screzio cielo al niaie ! Sembra destisi )tl i an, nel tepore pili giuliwi della ITI «in letizii» estiva. E nell'acque, a mille a mille, splendon tremule scintille come limpide pupille. Il prognostico. Per i nati del 17 luglio. Minaccia di disgrazie a 40 anni. Per finire Una bambina entra in una macelleria. — Mi dia mezzo chilo di carne dura. — Come, dura ? — Sì, perché se è tenera se la mangia tutta papa. t'antagrtiel CRONACHETIÒRÉNTINE Fra scioperi e ladri ^nostra eorrispondonzai FIRENZI; 15. (Depetrìx) Qua a Firenze siamo in pieno sciopero. Al di fuori dogli interessati nessuno si è nemmeno accorto di questi movimenti proletarii infatti tutte le più svaiiate professioni e mestieri hanno avuto il loro bravo sciopero e agitazione per aumenti di paga, ma quest'azione proletaria ù stata calma, seria e non come noi passato burrascosissima. Tutti o quasi tutti hanno scioperato o minacciato di scioperare ma elue sole classi sembrano non sviluppare, alcun movimento: i signori ladri d'oggetti di arte e le perdute del marciapiede. Queste ultime dalle 19 all'alba imperano sulla città ed in barba alla legge sul meretricio e a quei pochi agenti di P. S. sono le padrone dominatnc.i delle nostre vie centrali. I ladri poi non prendono a quanto pare nemmeno un po' di riposo; il caldo non da loro noia ed al rovescio di tanti lo fresche aure non hanno por essi alcuna attrattiva, che fibre!... Gli oggetti d'arte, le nostre sante reliquie della storia, tal.ti capilavori d'immenso valore ed in specie i bassorilievi rebbiani prendono il volo con una facilità superiore ad ogni idea. Ormai noi possiamo affermare che nella cronaca cittadina vi è il furto artistico quotidiano. All'opera dei ladri si aggiunge quella degli affaristi che fanno passare i nazionali confini a pregevoli opere d' arte; come in questi giorni parlasi di una vendita che provocherebbe un vero scandalo e vi sarebbero implicate, se vero, persone dell' alta società, e poi ditemi se benché Firenze sia chiamata la culla dell'arte non vi sia il pericolo che così durando oltre ali' arte sparisca anche... la culla. Nessuna meraviglia noi dovremmo farci se un giorno n0l posto elei Palazzo Vecchio e dal Bargello si trovasse una cartolina illustrata o le porte di bronzo del Baitistero di S. Giovanni venissero sostituite da cattive imitazioni: che volete? —ruba ruba—dai quadri e lavori di media grandezza si passa a quelli più grandi ! II caldo sembra non dia noia a tutti. Fra i e ii|iti dai raggi di Febo vi sono anche i nostri curiosissimi venditori di giornali. Non ripete la novità? Ma comcirclecopyrt non ò giunta nemmeno nelle Puglie ? Se la lotta o vittoria dei giornalai fiorentini essi la stimane) importante quanto la vittoria di Pirro !... Dunque i venditori di giornali della città di Firenze buoni diavoli tutti ma un po' tioppo amanti elella loro spettabile persona, sentono il caldo solo i giorni festivi nel pomeriggio ; che fortuna ! Iitfs Iti hanno voluto fai fejta tutte le domeniche per dispetto agli amministratori dei giornali che sono minacciati di colpo apoplettico e nel pomeriggio dei giorni festivi non trovate un giornale neanche a pagarlo un occhio o più. I pubblicisti fiorentini veramente non la intendevano eli riposarsi forzatamente, :na benché protestassero per il decoro professionale, pure contro voglia fu necc sario concedere i desiderati. Quando non trovate alcuno che vende il giornale fate altrimenti !... Però v'è una cosa recentissima, proprio di questo giorno che dimostra ancor più il carattere dei nostri venditori; essi jra si sono accorti che dopo il caldo c'è il freddo e noile stagioni a temperatura media s>i può ammirare la grandezza delli natura nel suo splendore da una ridente tratloiia, quindi in seno allaclds'je de' venditori di giornali si pensa ad esigere il riposo festivo per tutto l'anno: s'intende il consueto riposo dalle 1S in là. Questi' mova imperiosa richiesta che danneggerebbe grandemente la stampa cittadina e buona parte di quella eli altre città darà a pensare ai pubblicisti alcuni dei quali però non si perdono di coraggio ed a tali cortesie vorrebbero rispondere di pari. Alcuni pensano di fare col concorso dell' amministrazione dei giornali e dei corrispondenti una grande società con personale fidato alla quale affidare la distribuzione elei giornali e periodici, toglienélo il pericolo continuo de i bindoli, ed eventualmente per 1' impianto di posti fissi di vendita onde così l'ai' fronte alle imposizioni della classa di rivenditori di giornali. Questa e molte altre proposto serie son^ preparate e potrebbero sortire fuori qui1 lora i signori venditori continuassero ' soffrirò i danni della temperatura. A p.*rt^ il case) speciale dei giornalai, corno "ù chiamano qua i rivenditori di giornali, iti Firenze si compie una seria applicazione elei riposo festivo e settimanale che è degna del maggiore encomio. Se tutte lo città ne seguissero l'esempio il Parlamento dovrebbe approvare per forza la legge del riposo festivo. Intatti tutti alla festa almeno per il dopo pranzo chiudono i propri esercizi ed i laboratori fanno il loro riposo festivo. Gli ultimi scioperi o movimenti proletari lo hanno poi imposto a molti padroni e cosi chi la domenica o il lunedì possiamo dire che la quasi totalità dei fiorentini hanno il proprio riposo. Per le vendite eli generi di assoluta necessità rimangono a disposizione elei pubblico alcuni esercizi por quartiere; altri tanno riposare il personale per turno ed altri arn oia, come i barbieri che riposano il 1 anodi, hanno determinato un giorno di nessun interesso. Ad eccezione naturale circa il riposo che pure avrebbero diritto di reclamare i nostri venditori di giornali possiamo f»v notare subito come la stampa non possa né debba essere da essi paralizzata fi :e il riposo lo desiderano dovrebbero stabilirò dei turni e cosi non si gnasterebbe il comune accordo; così auche la famosa legge strozzata nel segreto eleli" inud panni giustamente stabilisse. Uno scontro di tram elettrici sulla FrascatiRoma La versione ufficiale A conferma di quanto il nostro Maselli ci telefonava iersera e ci telegrafava nella notte da Roma, circa lo scontro dei tram elettrici, la Stefani ci ha inviate' stamane, e cioè 1A ore dopo il nostro corrispondente, i seguenti particolari: FRASCATI Iti. —• ('asteggiava*; ieri il cinquantenario dell'apertura della ferrovia RomaFrascati e vi era grande affluenza da Roma o elai Comuni vicini. Verso le il),SO una vettura di tramw siys elettrici eli rimorchio, rimasta ferma sulla piazza e dove erano salite parer;hio persone per tornare a Roma, per causa non ancora accertata, trovandosi il binario in pendenza si mosse e percorse velocemente ciioa un chilometro. Giunto nei pressi di villa Muti si scontrò con un'altra vettura di un tramways elettrico proveniente da Roma il cui conducente potè, frenare in tempo per attutire il colpo. 11 forte uno tulla\ia si produsse; livetture si penetrarono per circa un metro Rimasero ferite trentacinque persone di cui parecchie leggermeli te per rottura di vetri. Soltanto quindici furono trasportate all'ospedale per medicarsi e soltanto sei furono trattenute di cui una con frattura dell'osso del braccio. La linea è interrotta: si è aperta una inchiesta. ROMA Iti. — Appena giunta la notizia dello scontro elei tramways elettrici nelle vicinanze di Frascati, si sono organizzati treni ferroviari o fatte partire vetture tramways elettriche con funzionar! per portare soccors'. Alcuni feriti sono giunti in Roma e quivi medicati agli ospedali. Altri particolari 40 feriti, 30 contusi e 1 morto ROMA 16. — iM.1 Perdura vivissima l'impressione dolorosa per il disastro tramviario sulla linea RomaFrascati. [ feriti sono oltre 40; si hanno anche 30 contusi e 3 morto. Quest'ultimo è un tate Ventura di Giacinto, che sbattè il petto contro il davanzalo del tram, e fu condotto ferito all'ospedale di Frascati insieme ad un figlio. Ma all'ospedale il Ventura moriva per ceimmozione interna. Considerate le circostanze in cui avvonne il disastro, esso appare meno grave di quel che poteva essere; perché la vettura che prese la rincorsa in pendìo da Frascati incontrò l'altra vettura che resistette all'urto, poiché non affrontò l'investimento con i freni totalmente chiusi. Se questo incontro non fosse avvenuto, la vettura che con èva su di una rapidissima pendenza avrebbe deragliata presso il ponte Muti, dove la strada fa una brusca curva, e sarebbe precipitata da un'altezza di 15 metri in un sottoposto canneto; e» la carneficina sarebbe stata allora orrenda. Tutta la notte sulla linea si ò lavorato allo sgombro delle macerie: tanto eh» stamane s'è potuto riprendere il servizio. Scene vandallche Ma queste) disastro non fu solo a turbaro le feste di Frascati; perché si ebbero molti incidenti, specie alla stazione ferroviaria, dove la folla ubbriaca dava un vere assalto ai troni por tornare a Roma. L'assalto ai cosidetti treni tropea ragiouò vere scene vandalinho. In Roma la costernazione In grande, perché molti avevano colà parenti ed amici e temevano per essi. Lo prime notizie erano mollo esageratetanto elio la verità si seppe con l'arrivo dei primi feriti, i quali dettero i particolali del disastro. Molti di questi turono nella notte; condotti e curati negli ospedali di Roma. Uà viaggiatore precipitato dal treno Dall'ultimo treno tropea che tornava a Roma cadeva un viaggiatore, non essendo lo sportello ben fermato. Stamane è stato trovato presso il casello 571, e identificato per Attilio Montagnoli, di anni 5?, cameriere da Ro i a. Le ferite sono multiple: ha la frattura del cranio o delle costole, escoriizioniecc. Il Montagnoli ha dichiarato che non era ubbriaco. in Torino: un impiccato, dopo parecahie ore che penzolava dalla forca, fu trovato ancora vivo. Ne fleguì un fiero dibattito alla Camera torinese, iniziato dal deputato De Viry che chiese fosse rittretta entro più limitati confini la pena di morte e fosse abolita la pubblicità dell'esecuzione. Risposero Lorenzo Valerio ed Angelo Brof . ferio, chiedendo che la pena di morte fosse soppressa e ricordando l'esempio elella Toscana, dove con plauso eli tatto il mondo civile, la pena di morte era già stata abolita. Questo grande progresso fu esteso a tutta Italia trantasefte anni dopo col Codice penale entrato in vigore il 1. gen . naio 1890, per merito di Giuseppe Zanaidelli, che segui degnamente le nobili tradizioni della rinascenza del Diritro penale italiano, iniziata da Cesare Beccarìa. Auguriamo alla Francia di non restale lungamente indietro in questa illuminata riforma: questa s'impone tanto più alla terra dell'Enciclopedia e della Rivoluzione, oggi che nella Russia degli czar intorno alla pena di morte è «orto uu grave conflitto fra la Dtima e il Consiglio dell'Impero. NÓTFVÀTTCANE ~ La pena di morte in Francia La questione elella pena di morte in Francia non può essere sepolta. In un paese progredito non può restare a lungo questa triste sopravvivenza del passato. Alla Camera di Parigi sessanta deputati hanno reclamata la soppressione della pubblicità della pena di morto, come in Inghilterra. Sarebbe un primo passo verso una conquista maggiore, alla quale molti tendono: l'abolizione della ghigliottina. Strano contrasto: in questi ultimi mesi i giurati della Senna hanno pronunziato un gran numero di condanno a morte. Condanne platoniche del resto, poiché ni fatto non si eseguiscono più a Parigi. Cosi scrive Geeirges Claretie nel « Figaro », aggiungendo delle opportune osnprvazioni, a proposito della severità dei giudici popolari. « I dodici giurati, che in tutta coscienza gittano il loro voto di mojte nell'urna, pensano che in quei momento essi uccidono? IV il carnefice che taglia 1» testa. ma sono i giudici che .spingono il cime fices verso la macchina. Viene il giorno in cui questi giudici, rientrali nella loro dimora, ritornati dei semplici e pacifici commercianti, deibuoui padri di lumigli» aprono traquillamente un giornale al loro ridestarsi e leggono che alla mattili,* all'alba è stalo giustiziato un colmali nato. I < reporter* * narrano loro fon edi caci a di particolari gli ultimi linimenti del colpevole, la rivolta e i fremiti (Ullìv sua curile niicor viva innanzi al coltello che sta per ucciderlo. Si diranno snllma : » Quest'uomo giustiziato stamane. yiaiiì. noi che lo abbiamo decapitato'.' F..Ì litui no dimenticalo foise. 11 giorno del verdetto è già lontano. Essi non hanno ];< sensazione eli aver soppresso uno ilei loro simili. <> La lotta per l'abolizione del1 a pena ili morte è secolare. Fu intensilicata ni . memorabile 1848, passando dalle pagine dei pensatori ai ehbattiti parlamenta, i. Alla Camera francese la piopusta umani taria fu rigettata coi) 1U8 voti contro l!U5 La questione i'u portata anche alla ("a mera subalpina in seguito a<! un fatti •paventoso avvenuto il 1 nuirzu l'i"1" LA POLITICA DI PIO X i nostra corrispondenza i ROMA 15 >'.) Cosa v'è dì nuovo oltre il portone di bronzo ? Eh ! molto e poco secondo i personali interessi. Di politica basta che io vi comunichi alcune primizie per dimostrare la verità della mia asserzione. I lettori sapranno come nel passato sia esistito un certo movimonto cattolico in generale e specialmente democratico cristiano; movimento che fin quando Leene XIII fu in vita potò vantare pagine splendide in grazia alla sua politica iudovinatlssima: sotto il pontificato di Pio X però queste) movimento ad un prin>o colpo si paralizzò e virò di bordo. I democratici cristiani si distaccarono dalla massa cattolica in tutto quanto ri« guarda criterii d'azione e questa divisione si deve al fatto che mentre essi agivano con un programma quasi radicaloide il Papa, fermo in tutto quanto riguarda la chiesa, è personalmente un conservatore della più bell'acqua. Ad esso non piacque quella esuberante democrazia unita ad un presunto poco cristianesimo e di qui naceiue la grande divisione delle due fazioni che hanno portalo 11. Murri ad amo» eggiare con F, Turati e la costituzione di un partito occulto, una massoneria, nel seno dei cattolici e delle loro organizzazioni. Se però si conoscono i segreti del Grande Oriente figuratevi se qua si conoscono quelli della Lega Democratica Nazionale! Un documento gravissimo pubblicato per una indiscrezione i\M'l'nità CatiolUa di Firenze, recenti polemiche ed informazioni hanno portato alla decisione di attendere la grande mossa finale. In Vaticano press'a poco si è detto cosi; Scartata l'idea che Murri ed i suoi cento seguaci si tirino in disparte, orinai impossibile si attende elio i> i democratici nazionalisti, chiaininnidii per >>. < no espiiki da tutte le i^sociaz lidie italiane, ed alluni l'io A ;i i.'ui, occasione per daie ini nitio <•< lpettmo al'a carcassa, oppure ad un prossimo loro i oiigrosso da teueisi in una delle euu> dell'Italia centrale. Milani) •> Firenze, !u S. S. darà loi u il colpo limile. COPÌ auoiie mi parlava un pa.Jrc gesuita iiiioiuni* i^Minci in priipoit >. * * f Se quanto vi ho già n.uiato putiti.be contentare i conservatoli o pensatoli simili ve n'è pure per eosi e per il cubi detto partito di ceritio. Intatti il )nii<i£gu> dt questo gruppo sbtteuUioua'tì è un'azione parlamentare con relativo gruppo niMoi.tecitorio. Purtioppo però il Papa di gruppi uittelici in parlamento non ne vuoi sa pel e e questo non è troppo consulente per tanti aspiranti alla medaglietta. Il firtiio proposito di non farsi una voce pai la , meritare che stonerebbe e non canterei , be mai forse secondo gii ordini del mae ' stro Pio X lo espresse anche ultimamente ad un giornalista cattolico di qui.' vecchi cho hanno libera udienza e lo la sapere dalle sue voci officiose. Pio X però se accontenta influenti personaggi di questo mondo nero coll'agiie così non divide le loro idee però ciica tante» altre cose. S. S. non è troppo amante di far nominare altri cardinali poiché è molto economico ed il piatto cardinalizio di J4 mila lire all'anno è troppo sensìbile! pe>r le easse vaticane; cobi anche la pe>nsano gli eminenti Ì3rcssim, Santoformo, Ptsciui e forzatamente Mer.y dei Val, o lo •J spagnolo » ce)me lo chiamano qua dentro il quale in seguo di protesta occulta fa ostruzionismo .scavando sempre mio» ì lavori per i quali centinaia di migliaia di lire spariscono in poco tempo; mono male che alcuno guadagna ! Ad ima questione d' economia si deve il mancato trasloco di un arcivescovo di una città dell'Italia centrale il quale ti era perline pescato dì mandarlo in Spt1» .Via, ina però prestissimo dovià ossei e .isti'inato poiché quella diocesi non la per hi sua salute. Fé è vero quanto si dico uno dei moltissimi capì d' accusa contro di lui è nnclu di colore politico. Sicuro; S. E. avrebbe nell'ultimo periodo dell'elezioni politiche in Italia, confonde i;li indilli, pieso accordi eoi sindaco della città por l'intervento elei cattolici alle urne, mentre coiHenipo!*ar:eaniente l'orbano ul'iicioso di Ciin.i portava un conniincalo per ì'fistensioiie ! Ma questo non e mente e ^ulo dobh'anio lanciare al S. l fh'zio il pose) delle liiiillonze d'un'accurai \ :n<'lììP5tfi... andiamo in o.unniio lìeìì'Eswoisie. contento per il discorso del Cardinale Ferrari col quale ti rallegrò. E' però dolente chtì non molto vi al>h,,iio c^punlo le l'nioni professioual' \ittolirhe ed Associazioni. A proposito eli Milano qua vi è ìuoitc movimento pei un'adunanza ài Ioga/. zariani poeo addietio tornata in »(nella. citt'\ alla tinaie intervenni! il leader d'un » ~c alighe del pre ." tipohi ii un;'. Ed Frane 1" i 1' i> vori : zionts Ol i ia. ii'ti X * se pe> hi minili e 11K" • ili" j i. leu e li in Martedì 17 Luglio 1906
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